Delitto Manesco. Condanna all’ergastolo a Grassi in primo grado

Il legale: ”Faremo ricorso”. Decadute alcune delle aggravanti dell’accusa

È stato condannato all’ergastolo Paolo Grassi, il trentenne piacentino accusato di aver preso parte all’omicidio dell’ex professore Adriano Manesco. La condanna in primo grado è arrivata dal Tribunale di Milano, dove questa mattina si è aperto il processo svoltosi secondo il rito abbreviato, ed è stata accolta dal giudice la richiesta di pena del Pubblico Ministero. Le aggravanti dell’accusa di occultamento di cadavere e minorata difesa sono decadute, mentre restano quelle di omicidio premeditato e pluriaggravato, e di distruzione di cadavere. L’avvocato difensore di Grassi, Alessandro Stampais, avrebbe dichiarato l’intenzione di procedere al ricorso in appello.
Per Gianluca Civardi, invece, al quale era stata negata la possibilità del rinvio a giudizio e che insieme a Grassi è accusato dell’omicidio, la prima udienza è stata fissata per il 30 settembre 2015. Il 77enne aveva perso la vita nella sua abitazione a Milano il 7 agosto del 2014, ed il suo corpo era stato ritrovato sezionato in un trolley all’interno di un cassonetto dei rifiuti, a Lodi. I due trentenni sarebbero stati fermati a Piacenza la notte stessa mentre gettavano abiti in un cassonetto, forse sporchi di sangue, e trasportavano strumenti sospetti; un filmato li ritrarrebbe mentre con due trolley lasciano la stazione di Lodi.

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