Scandalo intercettazioni. Inter nei guai per colpa di un pregiudicato piacentino?

Nella settimana decisiva per lo scudetto i nerazzurri nella bufera

Sembra strano che proprio nella settimana decisiva per la corsa allo scudetto l’Inter finisca nella bufera per colpa di alcune intercettazioni telefoniche. Risulterebbe, infatti, che il tecnico nerazzurro Mancini, il suo staff, e diversi calciatori abbiano avuto contatti con Domenico Brescia, un noto pregiudicato di origini piacentine.

Domenico Brescia, 55 anni, nato a Castell’Arquato, con precedenti gravissimi ed un caso di omicidio alle spalle, secondo gli investigatori non avrebbe solo rapporti con alcuni giocatori e manager dell’Inter, ma anche con i boss mafiosi Biagio e Alessandro Crisafulli. L’uomo è indagato dalla procura distrettuale antimafia di Milano e dai carabinieri del Ros per traffico di stupefacenti.

Resta da capire cosa abbia a che fare questa persona con l’Inter di Mancini. La società ha preso le distanze dal tecnico e dai giocatori coinvolti. "Non sapevamo nulla di tutta questa vicenda, non conosciamo i fatti riportati dai giornali e non abbiamo alcun commento da fare. Posso solo precisare che Domenico Brescia non ha avuto mai alcun rapporto di lavoro con l’Inter e quindi non è mai stato un dipendente nerazzurro". Sono queste le parole dell’amministratore delegato dell’Inter Ernesto Paolillo sulla questione delle conversazioni intercettate tra Brescia e alcuni esponenti dell’Inter: "Brescia aveva forse contatti con i giocatori ma non ha mai avuto nulla a che fare con la società Inter che non gli ha mai affidato alcun lavoro".

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