Nicola Bellotti

Comunicatore 2.0?Fotografo gentiluomo?Ottimista, passionario, eccessivamente empatico?Cattolico

Venerdì Piacentini. Al via il 19 giugno con OrzoRock, Disco sotto le stelle, Urban Underground Street Fest

Dal 19 giugno il centro storico di Piacenza tornerà a trasformarsi in un immenso palcoscenico a cielo aperto. Prende il via la XIV edizione dei Venerdì Piacentini, il festival ideato e organizzato da Blacklemon che, dal 2011, rappresenta il più grande evento della città e il secondo appuntamento en plein air più importante dell’Emilia-Romagna dopo la Notte Rosa di Rimini. Per cinque venerdì consecutivi, piazze, strade, monumenti, chiese, musei, locali e attività commerciali del centro storico saranno animati da concerti, spettacoli, arte, sport, gastronomia, cultura e intrattenimento per tutte le età.

Un format originale che negli anni ha richiamato quasi 300.000 presenze complessive, generando un importante indotto economico per il commercio locale e contribuendo a promuovere il brand Piacenza ben oltre i confini provinciali. Secondo una ricerca dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, i Venerdì Piacentini sono considerati l’iniziativa culturale più importante del territorio per la capacità di valorizzare musica, teatro, arti di strada e talenti locali. Un risultato che testimonia la crescita di una manifestazione diventata un punto di riferimento per l’estate del Nord Italia. La serata inaugurale del 19 giugno sarà una vera e propria festa diffusa, con 51 eventi distribuiti in tutto il centro storico.

Piazza Cavalli ospiterà il concerto di “Quattro Amici al Bar”, dedicato alla grande musica d’autore italiana, mentre Piazza Duomo accoglierà il ritorno di Orzorock con una serata che celebra i trent’anni dello storico festival musicale piacentino. Tra gli appuntamenti di maggior prestigio anche il concerto d’organo del Maestro Luca Gorla nella Basilica di Sant’Antonino, un viaggio musicale attraverso tre secoli di storia. Nei Chiostri di San Francesco, Piazzetta Plebiscito si trasformerà in una grande discoteca a cielo aperto con gli Stayup e il travolgente Candy Party del Piccolo Forno, tra musica, allestimenti a tema, street food e dolci sorprese. Grande spazio anche all’arte e alla cultura con l’apertura straordinaria della mostra “Oltre le Nuvole” a XNL, le visite serali alla Cattedrale, alla Basilica di San Francesco, alla Chiesa di San Donnino e la suggestiva salita notturna alla Cupola del Guercino. Via San Donnino ospiterà l’Urban Underground Street Fest, con tattoo, street culture, videomapping, musica hip hop e DJ set, mentre Corso Garibaldi proporrà il nuovo “Pic-Nic in Corso Garibaldi”, un elegante salotto urbano sotto le stelle accompagnato dagli Swing Belleville e dalle installazioni artistiche del collettivo Qui Arte. Non mancheranno le proposte dedicate alle famiglie, come la quattordicesima edizione de “I Piccoli Venerdì” in Piazza Duomo e gli spettacoli itineranti di circo e acrobazie che animeranno tutto il centro storico. Gli appassionati di motori potranno invece visitare la quattordicesima edizione del Piacenza Motor Expo in Piazza Cavalli. La gastronomia sarà protagonista con la grande paella in Piazza Duomo, il BBQ della Vaca Loca, la cena messicana sotto le stelle in via Mazzini, il vicolo del gusto vegano, la festa della pasta e decine di proposte enogastronomiche diffuse tra ristoranti, dehors e locali del centro. Completano il programma concerti, DJ set e spettacoli distribuiti in ogni angolo della città. In consolle saliranno, tra gli altri, Paiz sul sagrato di San Francesco affacciato su Piazza Cavalli, Botti con il suo raffinato DJ set in vinile ai Giardini Merluzzo, Logan in Corso Vittorio Emanuele II, Mr. Nose in via Daveri, Gabriel all’Enoteca Picchioni e Micio DJ per la grande festa country nel cuore del centro storico. Accanto alla musica trovano spazio eventi dedicati agli scacchi, mindfulness, esposizioni artistiche e iniziative originali come le attività di Piacenza Memes e la lettura simbolica delle carte proposta da Sheila Liana Daverio. Per una notte, e poi per altre quattro settimane consecutive, Piacenza tornerà a essere una delle capitali italiane dell’intrattenimento estivo. Una città che apre le proprie porte a decine di migliaia di visitatori e che, attraverso i Venerdì Piacentini, racconta il meglio della propria cultura, della propria creatività e della propria capacità di accogliere.

Addio alla libertà digitale in Europa: vietata la politica, sorvegliate le chat

“Verum velle parum est”. Di buone volontà è pieno l’inferno, diceva Ovidio. Negli ultimi anni l’Unione Europea ha varato una serie di normative digitali e ambientali tanto ambiziose quanto controverse. Molti osservatori denunciano che queste regole, pur nate con buone intenzioni – trasparenza, sicurezza, tutela dei minori, sostenibilità – stiano diventando liberticide: finiscono per limitare le libertà dei cittadini e danneggiare le imprese oneste, senza riuscire a fermare davvero i comportamenti scorretti che vorrebbero colpire. Il caso dell’automotive è emblematico: politiche ecologiche rigide, come la spinta all’elettrico “ad ogni costo”, rischiano di “desertificare” l’industria europea, schiacciando interi settori per mera ideologia. Allo stesso modo, in ambito digitale, le nuove regole UE sembrano punire chi rispetta le leggi e opera in trasparenza — persone, aziende e piattaforme — distruggendone impunemente il business, mentre faticano a fermare chi agisce nell’ombra, spesso dall’estero, in modo disonesto o manipolatorio.

Quattro esempi lo dimostrano con chiarezza: la stretta sulla pubblicità politica online, la proposta di regolamento CSAR (Child Sexual Abuse Regulation), l’obbligo di verifica dell’età sui siti per adulti, e il nuovo Digital Services Act.

  1. Pubblicità politica online: trasparenza o blocco totale?

Il Regolamento (UE) 2024/900 sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica online, approvato nel 2024 ed efficace dal 10 ottobre 2025, impone agli inserzionisti una lunga serie di obblighi: etichettare ogni inserzione politica, dichiarare il finanziatore, registrare la comunicazione in un archivio pubblico europeo e rispettare limiti severi al micro-targeting, vietando l’uso di dati sensibili come etnia, religione o orientamento sessuale.

L’obiettivo è nobile: garantire campagne elettorali trasparenti e contrastare le interferenze illecite. Ma la risposta delle grandi piattaforme è stata disastrosa.

Meta ha annunciato che dal 6 ottobre 2025 bloccherà del tutto la pubblicità politica e istituzionale a pagamento nell’Unione Europea, citando “incertezze giuridiche” e “complessità operative” legate al regolamento. Anche Google ha scelto la stessa via, vietando ogni annuncio “di propaganda politica” su tutte le sue piattaforme europee, fatta eccezione per messaggi istituzionali neutri e preventivamente autorizzati.

In pratica, invece di adattarsi alle nuove regole, i colossi digitali hanno scelto l’autotutela: niente più pubblicità politica in Europa.

Il paradosso è evidente. Proprio Meta e Google avevano già introdotto, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, sistemi di trasparenza e verifica delle campagne politiche: archivi pubblici, identificazione degli inserzionisti, rendicontazione visibile. Tutte le principali agenzie che operano per i propri clienti su social media e piattaforme digitali – come Blacklemon, in Italia – avevano da tempo adottato tutti i protocolli di responsabilità e tracciabilità per garantire la piena conformità.

Il risultato delle nuove regole è quindi un boomerang: chi operava in modo onesto e trasparente viene penalizzato, mentre chi diffonde disinformazione attraverso canali occulti, bot, falsi profili o server esterni all’Unione continuerà indisturbato, meglio di prima.

A rimetterci saranno anche i partiti minori e i candidati indipendenti, che trovavano nei social uno strumento accessibile per comunicare in modo diretto. Ora, con il blocco totale, sopravvivono solo i grandi apparati dotati di mezzi e visibilità tradizionale. Chi oggi ha già consenso e una buona base di follower avrà un vantaggio enorme rispetto a candidati emergenti e agli “underdog” della politica. 

Il blocco, poi, non colpisce solo esponenti e partiti politici, ma anche le istituzioni. Non possono fare pubblicità a pagamento i corpi intermedi (come Confindustria, Confcommercio, Coldiretti o i sindacati in generale), le aziende sanitarie nazionali, le associazioni di categoria, gli enti in generale. 

In sintesi: le norme europee hanno ottenuto l’effetto opposto a quello dichiarato, riducendo il pluralismo e congelando uno dei pochi spazi democratici di comunicazione diretta tra cittadini e politica.

  1. “Chat Control”: la lotta alla pedopornografia che mette a rischio la privacy di tutti

Il CSAR (Child Sexual Abuse Regulation) nasce con l’obiettivo di combattere la pedopornografia online. Ma dietro l’intento nobile si nasconde una minaccia per la privacy dei cittadini europei.

La proposta, presentata nel 2022 e ancora in discussione, prevede che le piattaforme di messaggistica possano essere obbligate a scansionare i contenuti delle chat private (in pratica ogni foto che condividiamo) – anche se protette da crittografia end-to-end – alla ricerca di materiale sospetto.

Questa tecnologia, chiamata client-side scanning, significa che i messaggi e le immagini verrebbero analizzati direttamente sul dispositivo dell’utente prima della cifratura, cioè prima che diventino illeggibili anche per il fornitore del servizio.

Il risultato sarebbe un controllo preventivo di ogni conversazione privata: una sorveglianza di massa, giustificata con la lotta ai pedofili ma applicata indiscriminatamente a tutti.

Le autorità europee per la protezione dei dati (EDPB e EDPS) hanno espresso forti critiche, definendo la scansione generalizzata incompatibile con i diritti fondamentali. E la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, nel caso Podchasov v. Russia (2024), ha stabilito che qualsiasi misura che neutralizzi la cifratura delle comunicazioni viola il diritto alla vita privata sancito dalla Convenzione Europea.

Oltre al profilo giuridico, c’è quello tecnico: questi sistemi producono un alto tasso di falsi positivi e sono facilmente aggirabili da chi vuole davvero nascondersi. In pratica, rischiano di colpire milioni di utenti innocenti e di non fermare affatto i criminali.

Molti esperti e organizzazioni per i diritti digitali parlano apertamente di deriva orwelliana: un’infrastruttura di controllo preventiva che, una volta creata, potrebbe essere estesa a qualsiasi altro ambito. Oggi si cercano contenuti pedopornografici, domani chi decide cosa può o non può essere scansionato?

La lotta alla criminalità non può diventare il cavallo di Troia per la fine della privacy.

  1. Siti per adulti e verifica dell’età: una censura che rischia di premiare l’illegalità

Nel 2023, il cosiddetto Decreto Caivano (convertito in Legge 159/2023) ha introdotto in Italia l’obbligo di verificare la maggiore età degli utenti per accedere ai siti con contenuti pornografici.

L’AGCOM ha definito le modalità tecniche con la Delibera 96/25/CONS: dal 18 ottobre 2025, ogni piattaforma dovrà impedire l’accesso ai minori attraverso un sistema di age verification. Si parla di soluzioni basate su SPID, Carta d’Identità Elettronica o token anonimi generati da servizi terzi.

Sulla carta, una misura di tutela. Ma nella pratica, una trappola.

Gli utenti – preoccupati per la privacy o infastiditi dalle procedure – tenderanno ad abbandonare i siti legali e regolamentati, scegliendo piattaforme pirata o server esteri dove i controlli non esistono. Oppure, più semplicemente, utilizzeranno una VPN, aggirando il blocco con un click.

Il risultato? Le aziende che rispettano la legge perderanno utenti e fatturato, mentre i siti illegali cresceranno. I minori più smaliziati continueranno ad accedere ai contenuti che si vorrebbero vietare, mentre gli altri verranno solo spinti verso percorsi ancora meno sicuri.

E intanto si apre un precedente pericoloso: oggi l’identificazione è richiesta per i siti per adulti, domani – chi lo impedisce? – potrebbe esserlo per forum, social network o persino per l’accesso alle notizie. Avete presente la solita storiella della rana che cuoce lentamente?

Sotto il vessillo della protezione dei minori, rischiamo di costruire un sistema di controllo generalizzato dell’identità digitale, dove la libertà e l’anonimato diventano eccezioni da giustificare.

  1. Il Digital Services Act: la tentazione del controllo totale

Il Digital Services Act (DSA), entrato in vigore nel 2023, è la nuova “costituzione digitale” dell’Europa. Impone alle piattaforme online obblighi di moderazione, trasparenza e responsabilità per contrastare contenuti illegali, hate speech e disinformazione.

Sulla carta è un passo avanti. Nella pratica, molti osservatori lo considerano uno strumento di censura selettiva. Il rischio è concreto.

Il DSA consente alla Commissione Europea di intimare alle piattaforme la rimozione immediata di contenuti ritenuti “illegali o disinformativi”, pena sanzioni fino al 6% del fatturato globale. Ma i confini di ciò che è “disinformazione” restano sfumati.

Alcuni deputati europei hanno denunciato che il DSA costringe le piattaforme a praticare forme di censura preventiva – dallo shadow banning alla demonetizzazione – soprattutto verso posizioni politiche minoritarie. Chi controllerà il controllore?

Negli Stati Uniti, la Camera dei Rappresentanti ha definito il DSA “uno strumento orwelliano” che sopprime opinioni legittime, minacciando addirittura sanzioni contro i funzionari europei che ne applicano le disposizioni più dure.

Bruxelles respinge le accuse, sostenendo che la legge protegge la libertà di parola contrastando solo i contenuti illegali. Ma i fatti recenti – come le pressioni della Commissione su X/Twitter per rimuovere post “non conformi” – alimentano i dubbi su una possibile ingerenza politica diretta nei flussi informativi.

Quando un commissario può ordinare a un’azienda privata di cancellare contenuti in base a criteri discrezionali, non siamo più nella sfera della regolamentazione: siamo di fronte a un potere di censura istituzionalizzato.

  1. Un caso scuola da cui la UE non ha imparato nulla: la Cookie policy e il consenso “a tappeto” che avvantaggia di fatto chi opera nell’illegalità

Le norme su privacy e tracciamento (GDPR, Regolamento (UE) 2016/679; Direttiva ePrivacy 2002/58/CE e attuazioni nazionali) hanno portato alla proliferazione dei banner di consenso sui cookie. L’intento era informare e responsabilizzare; l’esito è stato opposto: un mare di pop-up invasivi che gli utenti devono “accettare” prima di accedere a quasi ogni sito.

Due effetti collaterali sono diventati sistemici.

  1. Consent fatigue e riflesso dell’“Accetto tutto”
    L’esposizione continua a richieste di consenso ha addestrato gli utenti a cliccare “ACCETTO” senza leggere. La pratica ha reso il consenso meno consapevole, più meccanico. Paradossalmente, anziché proteggere, questo ha offerto ai malintenzionati un’arma in più: l’abitudine a confermare qualsiasi cosa — incluse autorizzazioni invasive — pur di sbarazzarsi dell’ostacolo.
  2. Esperienza d’uso peggiorata e perdita di audience
    Per leggere una notizia oggi occorrono vari passaggi: scelta dei cookie, chiusura dei layer, talvolta login o paywall integrati. L’attrito accumulato scoraggia l’utente medio e aumenta l’abbandono: i siti perdono migliaia di visite per pura frizione. Un costo economico tangibile per editori e imprese che operano legittimamente.

Il punto non è “abolire il consenso”, ma renderlo proporzionato e sensato. Sarebbe stato più saggio obbligare l’avviso solo in circostanze di reale rischio per la privacy e vietare interfacce manipolative (dark patterns), invece di trasformare ogni visita in un percorso a ostacoli. La regolazione “a tappeto” ha sacrificato l’attenzione dell’utente e la qualità dell’informazione, senza impedire davvero la raccolta illecita di dati da parte di chi non rispetta le regole.

Possibile che l’Unione Europea operi in modo così maldestro? Possibile che ai burocrati di Bruxelles non arrivino gli ammonimenti e i consigli degli esperti del settore di tutto il mondo? Possibile che l’ideologia vinca sempre sulle necessità del tessuto produttivo e di chi cerca di innovare in un continente paludoso e lento? Siamo di fronte al paradosso di un’Europa che punisce gli onesti.

Dalla pubblicità politica al DSA, passando per la lotta alla pedopornografia e la verifica dell’età, emerge un quadro coerente: l’Europa sta costruendo una società digitale iper-normata, dove ogni libertà viene subordinata al controllo preventivo.

Le intenzioni sono nobili: trasparenza, tutela, sicurezza. Ma gli effetti sono spesso punitivi per chi agisce onestamente, e inutili contro chi opera fuori dalle regole.

Chi lavora in modo trasparente — agenzie di comunicazione, imprese tecnologiche, editori digitali — si trova sempre più stretto tra burocrazia, divieti e sanzioni. Chi, invece, manipola dall’esterno, resta impunito.

È una deriva che molti definiscono “liberticida”. Non nel senso di un complotto autoritario, ma per un eccesso di zelo regolatorio che confonde protezione e repressione.

La lezione, oggi più che mai, è che la libertà digitale non si difende a colpi di divieti, ma con responsabilità, cultura e trasparenza. Se l’Europa dimentica questa distinzione, rischia di trasformarsi nel più grande laboratorio di autocensura tecnologica del mondo.

 

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Argomenti trattati:
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Approfondimenti suggeriti:
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Piacenza, 4 luglio: i Venerdì Piacentini si uniscono alla Fiera e alle celebrazioni di Sant’Antonino

PIACENZA – C’è un’estate che sa di sabbia e tramonti sul mare, e poi c’è un’estate che ti sorprende, che ti porta dove non te lo aspetti. Il 4 luglio Piacenza diventa un racconto a cielo aperto: un intreccio di suoni, sapori, storie. È il giorno di Sant’Antonino, il patrono, e la città si veste di sacro e di festa, mescolando la devozione più autentica con la voglia di lasciarsi andare alla musica, ai sorrisi, al buon cibo.

I Venerdì Piacentini, il festival più importante dell’Emilia, sono ideati da Blacklemon, che detiene ogni diritto sul marchio e sul format e organizza la kermesse da 14 anni, portandola al successo e trasformandola in un simbolo di rinascita culturale e sociale. Al fianco di Blacklemon c’è IREN, main sponsor dalla prima edizione, che ha sempre creduto nel festival come motore dell’economia locale. Accanto, la Banca di Piacenza, unico “platinum sponsor”, ha scelto di investire per la buona riuscita dell’iniziativa, sottolineando come sia tra le pochissime kermesse italiane a non ricevere fondi pubblici e capace di generare, solo con investimenti privati, un indotto economico di oltre 10 milioni di euro sul territorio.

Si cammina tra vicoli che sanno di storia e piazze che diventano palchi improvvisati: c’è chi resta senza fiato guardando i combattimenti di scherma medievale sotto la luna, chi urla a pieni polmoni davanti al ring infuocato della ICW, chi si lascia cullare dalla voce di Lorena Uria o vibrare con l’omaggio unplugged ai Nirvana. Si può partire per un viaggio latino al ritmo di cumbia e salsa, perdersi nella notte elettronica della Piazzetta Plebiscito o ritrovarsi improvvisamente a ballare ska e rocksteady tra un bicchiere e l’altro. Piacenza diventa un atlante vivente di musiche, profumi, risate. Ma non è solo questo: ci sono le chiese aperte, il silenzio raccolto della Cattedrale, la salita sotto gli affreschi del Guercino, quei 134 gradini che separano dalla città un respiro più alto. Ci sono i tavoli lunghissimi sul Corso, la calle messicana che spunta in via Mazzini, la paella che profuma la piazza come fosse Valencia, il vicolo vegano che racconta un’altra idea di gusto, la piadina che fa sognare la riviera. E poi il wrestling, i giocolieri, i tattoo sotto le stelle, la musica in dialetto che sa di campagne, di vendemmie, di storie sussurrate intorno a un camino. La mattina, la città si sveglia con le lodi e la lavanda benedetta, le celebrazioni solenni, la banda che attraversa le strade come un respiro antico. A Palazzo Farnese i musei si aprono ai piacentini, la mostra sul Cavalier Malosso racconta un altro pezzo di anima. E tutto, tutto insieme, costruisce quella sensazione che chiunque abbia vissuto almeno una volta un Venerdì Piacentino porta a casa con sé: il ricordo di una città che non ha bisogno di maschere, che si racconta con la sua voce più vera. Non importa che tu arrivi per i concerti, per il gin sotto le stelle, per la tradizione o per ballare fino all’alba. Piacenza il 4 luglio non è un evento, è un invito a sentirsi vivi. E tu, da che piazza vuoi cominciare?

IL PROGRAMMA DEI VENERDI’ PIACENTINI, IL 4 LUGLIO 2025

Il programma del 4 luglio a Piacenza è un viaggio continuo tra sorprese e suggestioni, un intreccio di mondi che convivono nella stessa sera e che trasformano la città in un labirinto di emozioni. Si parte dall’energia pura, quella che accende i cuori e fa vibrare le piazze: Piazza Duomo ospita ancora una volta il ring della ICW, la Italian Championship Wrestling. Qui non si parla di semplici combattimenti, ma di veri e propri racconti in presa diretta, con atleti che volano, si sfidano e si sfiorano in un gioco di forza e spettacolo che lascia a bocca aperta anche chi non ha mai amato questo sport.
A pochi passi, in Piazza Cavalli, la storia torna a vivere grazie alla scherma medievale: uomini e donne in armatura si affrontano in duelli che sanno di antico e che parlano di onore e coraggio. Fabio Zangrandi e Gaia Davi, campioni italiani, guidano il pubblico in un mondo fatto di spade, scudi e sudore, dove ogni colpo risuona come un’eco di battaglie passate. Chi vuole, può persino provare l’emozione di indossare un’armatura e lanciarsi — in sicurezza — in questa esperienza unica.
Sempre in Piazza Cavalli, ma spostandosi verso Corso Vittorio Emanuele II, l’aria si fa più leggera, quasi rarefatta: la pole dance e l’aerial hoop regalano uno spettacolo che unisce forza, grazia ed eleganza. Tre esibizioni durante la serata — alle 21.30, 22.30 e 23.30 — trasformano la piazza in un teatro senza pareti, dove il corpo diventa poesia sospesa.
Chi invece cerca il groove più caldo può rifugiarsi ai Giardini Merluzzo, dove Marco Botti (alias The Walrus) porta la sua valigia piena di soul, r’n’b, ska e rocksteady, selezionando vinili che raccontano notti afose e balli sfrenati. Per le famiglie con bambini, Piazza Duomo diventa un piccolo parco dei divertimenti grazie ai “Piccoli Venerdì”, con giochi gonfiabili e attrazioni, così mamma e papà possono concedersi uno spettacolo o una cena in tranquillità.
A Piazzetta Plebiscito scoppia la festa EDM: luci laser, bassi potenti, dj locali e ospiti a sorpresa che portano l’energia dei grandi festival internazionali direttamente nel cuore di Piacenza. Per chi cerca emozioni più intime e spirituali, Piazza Duomo diventa uno spazio sacro con il videomapping “Laudato Si’”, proiettato sulla facciata della Cattedrale: un viaggio visivo ispirato all’enciclica di Papa Francesco, dove la natura ferita si rigenera alla luce di San Francesco.
E non finisce qui: salendo 134 gradini tra corridoi antichi, si raggiunge la Cupola del Guercino, dove il panorama notturno e gli affreschi del maestro emiliano si incontrano. I concerti d’organo del maestro Federico Perotti accompagnano la salita, trasformandola in un’esperienza quasi mistica. Sempre in Piazza Duomo, la Cattedrale rimane aperta per visite libere, regalando un momento di quiete e bellezza, tra architetture romaniche e note d’organo.
Le chiese di San Francesco e San Donnino aprono anch’esse le loro porte: la prima svela affreschi e navate gotiche, la seconda invita a un raccoglimento silenzioso, lontano dal frastuono della festa.
Via San Donnino invece è tutto l’opposto: qui esplode l’energia urban del Homeless Street Fest, con tattoo e piercing walk-in fino a notte fonda, bancarelle vintage, magia improvvisata, dj set e un videomapping che racconta Piacenza da un’angolazione inaspettata.
Il cuore commerciale di Corso Vittorio Emanuele si anima con la musica dal vivo di Rachele Stefanelli, Martina Zoppi e Francesco Degli Antoni, mentre in via Chiapponi si canta in dialetto piacentino con Milly Morsia e Marco Schiavi. Sempre in via Chiapponi, a notte fonda, le campane tibetane di Giuseppe Branco avvolgono il pubblico in un’esperienza sonora meditativa.
Chi ama il rock, in via San Siro può rivivere il celebre concerto unplugged dei Nirvana grazie ai Nirvana N7 Experience. In Largo Battisti, Piacenza Memes colora la serata con ironia e leggerezza, tra interviste improvvisate, gag e brindisi collettivi.
La musica dal vivo si sposta anche in via Calzolai con Lorena Uria, mentre tra i dj set spiccano Samurabe, Paiz, Loco Gibbo, Blake, Biz, Andrea Vernasca, Conca: ciascuno con la propria identità musicale, dal funk all’elettronica, dall’hip hop al latino, fino a trasformare ogni angolo in una pista da ballo.
C’è spazio anche per chi vuole lasciare un segno sulla pelle: “Inchiostro di notte” invita a farsi tatuare sotto le stelle, mentre “Tattoo After Dark” lungo lo Stradone Farnese accompagna la serata tra beat hip-hop e aghi che incidono ricordi indelebili.
Tra gli eventi più intimi, il live acustico di Stella Pastorin e Matteo Calza sul viale del Facsal diventa un rifugio per chi cerca una bolla poetica sotto gli alberi.
Gli amanti dei motori possono godersi il Piacenza Motor Expo, con auto e moto delle grandi case italiane e internazionali esposte in Piazza Cavalli e Largo Battisti.
Il gusto, naturalmente, è protagonista: il vicolo Cavalletto ospita la cena vegana sotto le stelle, via Mazzini si trasforma in una calle messicana con tacos e margarita, Piazza Duomo si profuma di paella e barbecue spagnolo, mentre via Calzolai diventa un inno allo street food americano, tra burger e hot dog.
Non manca la regina romagnola: la piadina calda e fragrante è pronta a catapultarvi direttamente sulla spiaggia. E per chi non vuole rinunciare alla tradizione piacentina, “Raviolo al Quadrato” propone ravioli classici, creativi e perfino dolci alla Nutella.
Il food truck gluten free accoglie tutti, celiaci compresi, con pizze, focacce, torte salate e birra alla spina senza glutine. A Piazza Duomo, “Ithil”, il gin artigianale notturno, accende i sensi, mentre sul Corso si può cenare a lume di candela, immersi nel via vai della festa.
Infine, via Cavour si anima con Piadina Time e in via Cittadella il DJ set di Conca crea un piccolo universo notturno di musica e vibrazioni urbane.

IL PROGRAMMA DELLE MANIFESTAZIONI ANTONINIANE, IL 4 LUGLIO 2025

Ma il 4 luglio a Piacenza non è solo festa, musica e street food. È anche il giorno in cui la città ritrova le sue radici più profonde, in un abbraccio collettivo che unisce sacro e profano.
Fin dalle prime luci dell’alba, la Basilica di Sant’Antonino diventa il cuore pulsante della devozione. Alle 7 iniziano le lodi mattutine, accompagnate dalla tradizionale benedizione della lavanda — un gesto che parla di cura e rinascita — e si prosegue con la colazione comunitaria, quasi un rito antico che unisce la città prima ancora che il sole salga alto.
Dalle 8 alle 9 si susseguono le Messe, mentre alle 10 la Banda Ponchielli attraversa Piacenza da Piazzale Genova a Piazza Sant’Antonino, portando musica solenne che risuona tra i palazzi storici. Alle 10.45 inizia l’accoglienza delle autorità, un momento simbolico che prepara il cuore della giornata: la solenne celebrazione eucaristica delle 11, presieduta dal Vescovo Mons. Adriano Cevolotto. In quell’istante, tra l’incenso e il canto, la città si ferma per onorare il suo patrono. Viene offerto il cero votivo, e si consegna l’onorificenza “Antonino d’Oro 2025”, un riconoscimento che parla di comunità, di appartenenza e di impegno.
Nel pomeriggio, alle 18, un’altra celebrazione eucaristica ricorda il beato Giuseppe Beotti e i sacerdoti martiri della fede e della resistenza, figure che hanno lasciato un segno profondo nella storia locale.
Chi ama immergersi nella storia può partecipare alle visite guidate e alle mostre dedicate ai primi giubilei e alla Piacenza del Trecento, allestite nel chiostro della Basilica alle 16, 17 e 21, curate con passione da Giacomo Nicelli, Anna Riva e Patrizia Vezzosi. Un’occasione per scoprire storie dimenticate e scorci preziosi di un passato che riaffiora silenzioso.
Alle 21 in Piazza Cavalli, la città torna a respirare la sua voce più autentica con “Piacenza nel cuore”, una rassegna della canzone dialettale piacentina guidata da Marilena Massarini. Un momento in cui le parole in dialetto diventano poesia collettiva, memoria condivisa, un canto che vibra tra le mura e che fa risuonare la fatica dei campi, le veglie d’inverno e le feste di paese.
Durante tutta la giornata, anche l’Oratorio di Santa Maria in Cortina apre le sue porte grazie ai volontari del Touring Club Italiano, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22: un piccolo scrigno nascosto che svela affreschi e atmosfere intime, lontane dalla frenesia.
A completare questo percorso spirituale e culturale, i Musei di Palazzo Farnese, in Piazza Cittadella, offrono un regalo ai cittadini: ingresso gratuito per i residenti di Piacenza dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Chi invece desidera visitare la mostra “Il Cavalier Malosso, un artista cremonese alla corte dei Farnese” può farlo a prezzo ridotto, un’occasione speciale per conoscere l’arte di un pittore raffinato, legato alla grande stagione dei Farnese.

Tracey Emin a Firenze. L’arte come confessione tra desiderio e solitudine

Dal 16 marzo al 20 luglio 2025, Palazzo Strozzi ospita “Sex and Solitude”, la più ampia personale mai realizzata in Italia dedicata a Tracey Emin, una delle voci più incisive e controverse dell’arte contemporanea britannica. Curata da Arturo Galansino, la mostra esplora la multiforme pratica artistica di Emin attraverso oltre sessanta opere, offrendo un viaggio nella sua poetica viscerale e profondamente autobiografica. Dalla pittura al disegno, dalla scultura al neon, dal ricamo alla fotografia, ogni mezzo espressivo diventa per Emin una lingua attraverso cui tradurre esperienze personali in un linguaggio universale, capace di toccare corde profonde nell’osservatore. La sua arte, senza compromessi e priva di filtri, indaga il rapporto tra corpo, desiderio e solitudine, come suggerisce il titolo stesso della mostra. Lontana da ogni idealizzazione, Emin cattura la fragilità dell’essere umano, oscillando tra l’intimità della confessione e la potenza della denuncia. Il suo lavoro attinge alla dimensione autobiografica, ma si eleva oltre il dato individuale per trasformarsi in una riflessione collettiva sul dolore, la sessualità, la memoria, la malattia e la resilienza. Le radici del suo linguaggio affondano nella lezione di maestri come Edvard Munch ed Egon Schiele, da cui eredita la forza espressiva della figurazione e l’intensità emotiva del segno. Come Munch, Emin concepisce l’arte come un atto catartico, capace di esorcizzare il tormento interiore, mentre da Schiele riprende la brutalità del corpo esposto nella sua nudità più disarmante, con linee spezzate che sembrano incarnare la tensione emotiva dei soggetti. Le sue opere non raccontano eventi specifici, ma trasmettono stati d’animo universali, in cui ogni spettatore può riconoscersi. I dipinti, con le loro pennellate istintive e volutamente imperfette, restituiscono figure frammentarie e struggenti, sospese tra desiderio e perdita. Il corpo femminile è il fulcro della sua ricerca: amato, ferito, desiderato, abbandonato, è un campo di battaglia in cui si consuma il dramma dell’esistenza. I neon, con le loro scritte al tempo stesso ironiche e struggenti, trasformano la parola in immagine luminosa, mentre i ricami e le sculture mantengono viva la dimensione artigianale e intima del suo processo creativo. Tracey Emin è un’artista che ha sempre rifiutato il compromesso, pagando il prezzo della sua autenticità con l’esposizione della propria vulnerabilità. Sin dagli esordi negli anni Novanta, con opere ormai iconiche come “Everyone I Have Ever Slept With 1963–1995” e “My Bed”, ha ridefinito il concetto di arte confessionale, trasformando la propria vita in un racconto visivo crudo e toccante. Il suo corpo e la sua storia diventano medium attraverso cui esplorare questioni più ampie legate all’identità, alla condizione femminile e al rapporto tra pubblico e privato. “Sex and Solitude” non è solo una retrospettiva, ma un’immersione nel mondo interiore di un’artista che ha fatto della sincerità il suo manifesto. A Palazzo Strozzi, le sue opere dialogano con gli spazi storici del palazzo, creando un contrasto suggestivo tra la classicità dell’architettura rinascimentale e la contemporaneità della sua ricerca artistica. La mostra rappresenta un’occasione unica per il pubblico italiano di confrontarsi con il lavoro di una delle artiste più influenti del nostro tempo, capace di trasformare la propria fragilità in forza espressiva. Tracey Emin ci mette di fronte alla nostra stessa umanità, ricordandoci che l’arte, nel suo significato più profondo, è sempre un atto di verità.

Milano Emerging Technologies Summit 2024: l’Innovazione Tecnologica al Servizio delle Persone

L’11 e il 12 novembre 2024, presso gli spazi accoglienti di Monte Rosa 91 a Milano, prenderà vita il Milano Emerging Technologies Summit (METS), un evento pensato per avvicinare il pubblico al futuro delle tecnologie. Con un focus sull’intelligenza artificiale (IA), il metaverso e le esperienze immersive, METS si propone di essere un luogo di incontro e scambio per chi guida il cambiamento digitale. Grazie alla partnership con Microsoft Italia, content partner dell’iniziativa, i partecipanti potranno accedere a contenuti di grande valore pratico e scientifico.

L’intelligenza artificiale è al centro di una rivoluzione che tocca ogni aspetto della nostra vita. Dalla sanità all’Internet of Things, dal fintech alla sicurezza informatica, le sue applicazioni non smettono di crescere. Questo progresso è confermato dai numeri: nel 2023, il mercato italiano dell’IA ha raggiunto i 760 milioni di euro, con una crescita del 52% rispetto all’anno precedente (dati dell’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano). A livello globale, le prospettive sono altrettanto promettenti, con stime che vedono il mercato IA passare dai 184 miliardi di dollari nel 2024 agli 826,7 miliardi entro il 2030.

METS è pensato per essere più di un semplice evento: è una piattaforma dove imprenditori, professionisti e innovatori possono condividere esperienze e idee. Frutto dell’esperienza di AIXA – Artificial Intelligence Expo of Applications, METS amplia gli orizzonti e si concentra sulle tecnologie che stanno rivoluzionando il modo in cui lavoriamo e viviamo. Tra i temi principali, IA generativa, realtà estesa, cloud computing e Web 3.

Roberto Foresti, vice direttore generale di Fiera Milano, descrive METS come “un punto di riferimento per chi desidera capire e guidare la trasformazione digitale”. E aggiunge: “L’innovazione tecnologica non è solo uno strumento per le imprese, ma una chiave per migliorare la qualità della vita. Con Microsoft al nostro fianco, possiamo offrire esperienze immersive e occasioni uniche di networking.”

Microsoft Italia, con il programma AI L.A.B., lanciato nel 2023, si unisce a METS per esplorare le applicazioni concrete dell’IA generativa. Questo progetto supporta imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti nell’adottare l’IA in modo responsabile, promuovendo formazione avanzata e collaborazioni strategiche.

Andrea D’Onofrio, Marketing Lead for Data & Analytics at Microsoft Western Europe, ha affermato: “Siamo entusiasti di collaborare con Fiera Milano per offrire contenuti pratici e case history che possano ispirare i partecipanti e aiutarli a navigare il futuro con fiducia.”

Oltre all’IA, METS guarda alle tecnologie immersive come la realtà virtuale, aumentata e mista. Con l’OnMetaverse Summit, evento complementare dedicato a queste soluzioni, l’obiettivo è esplorare come il digitale e il fisico possano integrarsi per creare esperienze innovative.

I giovani professionisti e i consumatori stanno ridefinendo il rapporto con le tecnologie, influenzando profondamente le strategie aziendali. METS vuole essere il luogo dove queste nuove dinamiche trovano spazio per essere comprese e sfruttate appieno.

Il METS è molto più di una conferenza: è un viaggio verso il futuro. Fiera Milano si conferma protagonista nell’organizzazione di eventi che mettono al centro l’innovazione e le persone. Per chi desidera anticipare le tendenze e cogliere le opportunità offerte dalle tecnologie emergenti, l’11 e il 12 novembre rappresentano un appuntamento imperdibile.

Italian Tech Week 2024: “serve una Intelligenza Artificiale Europea”

Dal 25 al 27 settembre, le Officine Grandi Riparazioni (OGR) di Torino hanno ospitato l’Italian Tech Week (ITW) 2024, un evento interamente dedicato all’innovazione e alla tecnologia, che ha attirato oltre ventimila visitatori, segnando un vero boom di partecipazione. Tra panel, masterclass e momenti di networking, l’ITW 2024 si è confermata un appuntamento imprescindibile per il mondo della tecnologia e dell’industria. Di seguito, una sintesi dei momenti più significativi e degli interventi di spicco.

L’ITW 2024 ha ospitato più di 180 speaker e organizzato oltre 70 interventi, tra panel, interviste, fireside chats e speech. Si sono svolte 30 masterclass di formazione gratuita che hanno coinvolto oltre 1.600 partecipanti. Attraverso l’app di networking ufficiale, sono state registrate oltre 10.600 richieste di incontri one-to-one. L’evento ha inoltre offerto 50 side events e dedicato un’area specifica ai podcast, con 8 registrazioni live di alcuni dei podcaster più influenti a livello nazionale e internazionale.

Arthur Mensch, CEO di Mistral AI, ha sottolineato l’importanza di un’AI europea che rispecchi le peculiarità culturali del continente. “La tecnologia AI crea contenuti che influenzano la cultura. È essenziale sviluppare modelli che riflettano la nostra diversità culturale”, ha affermato. Mensch ha evidenziato che un’alternativa europea alle big tech americane è non solo possibile, ma necessaria per preservare e promuovere la nostra identità.

Fabio Pammolli, presidente della Fondazione nazionale “AI4I”, ha presentato l’Istituto Italiano per l’Intelligenza Artificiale dell’Industria, con sede a Torino. Durante il suo intervento, ha illustrato i piani di investimento e sviluppo per integrare l’AI nel panorama industriale italiano, sottolineando il ruolo strategico di questo istituto nel futuro tecnologico del paese.

Giorgio Metta, direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia, ha approfondito il tema delle competenze necessarie per affrontare le sfide dell’innovazione nell’era dell’AI. Ha condiviso riflessioni sul progetto “Italia 5.0”, evidenziando come lo sviluppo tecnologico debba essere accompagnato da un costante aggiornamento delle competenze.

Torino Italian Tech Week 2024

Dario Pagani di ENI ha esplorato il ruolo trasformativo del supercomputer nell’affrontare le sfide energetiche e ambientali. Ha illustrato come l’elaborazione ad alte prestazioni consenta di ottimizzare le risorse e sviluppare soluzioni sostenibili. Tra i progetti presentati, spiccano quelli legati alla modellazione climatica e all’efficienza energetica, sottolineando il potenziale del supercalcolo nel favorire la transizione verso fonti di energia pulita.

I supercomputer rappresentano strumenti fondamentali per l’innovazione tecnologica e scientifica. Dotati di potenze di calcolo straordinarie, consentono miliardi di operazioni al secondo, grazie a un’architettura complessa che integra migliaia di processori in parallelo. Questi strumenti vengono utilizzati in molteplici campi, dalla simulazione di fenomeni naturali alla crittografia, dalla ricerca all’analisi dei big data. I benefici includono:

  • Accelerazione della ricerca, riducendo i tempi per risolvere problemi complessi.
  • Simulazioni avanzate, per comprendere meglio fenomeni naturali e sistemi complessi.
  • Sviluppo di innovazioni, aprendo nuove frontiere in vari settori, tra cui energia e AI.

Tra interventi di alto livello e momenti di confronto, l’ITW 2024 ha confermato la centralità dell’Italia nel panorama dell’innovazione tecnologica. Come ha dichiarato Sam Altman, CEO di OpenAI, “C’è un’incredibile dose di talento, storia e capacità industriale in Italia. L’ecosistema delle startup ha bisogno di ulteriori risorse, ma lo spirito giusto c’è ed è qui.”

Playlist. Il meglio del Trip-Hop, dai Morcheeba ai Massive Attack e non solo

Immaginate di essere tutti insieme, magari sparsi in diverse parti del mondo, ma uniti da un filo invisibile che ci collega in questo preciso momento: la musica. È notte fonda, il mondo là fuori si è quietato, e noi siamo qui, pronti a lasciarci avvolgere da un viaggio sonoro che ci porterà nelle profondità del trip-hop, quel genere che sembra fatto apposta per le ore più intime, quando i pensieri diventano più intensi e le emozioni emergono in superficie.

Ho messo insieme per voi una playlist che racchiude l’essenza del trip-hop, quei brani che ci fanno sentire meno soli, che ci parlano quando tutto il resto tace. Preparatevi a lasciarvi trasportare.

Iniziamo con “Friction” dei Morcheeba. Questo pezzo è l’introduzione perfetta a quello che ci aspetta: un ritmo morbido, una melodia avvolgente che ci prende per mano e ci porta in un mondo fatto di suoni vellutati e atmosfere sospese.

Proseguiamo con “Karmacoma” dei Massive Attack. Qui le vibrazioni diventano più scure, più profonde. I Massive Attack sanno come trascinarci in quel territorio tra il sogno e la realtà, dove ogni nota sembra un battito che risuona nell’anima.

Con “Blindfold” dei Morcheeba, torniamo a qualcosa di più etereo. La voce di Skye Edwards è una carezza che ci accompagna attraverso un paesaggio sonoro quasi onirico, perfetto per chiudere gli occhi e lasciarsi andare.

Poi c’è “Hell Is Round The Corner” di Tricky. Se c’è un pezzo che incarna la crudezza e la bellezza del trip-hop, è questo. Tricky ci guida attraverso ombre e luci, in un viaggio emozionale che lascia il segno.

Cambiamo ritmo con “Best Foot Forward (Teeko Remix)” di DJ Shadow. Qui la dinamica si fa più vivace, ma senza perdere quella profondità che rende il trip-hop così speciale. Un pezzo che scuote i sensi.

Torniamo alla calma con “Big Calm” dei Morcheeba e “The Richest Man In Babylon” dei Thievery Corporation. Qui le influenze globali si fondono, creando una miscela sonora che ci fa viaggiare lontano, pur restando comodamente a casa.

E poi c’è “Loom (feat. Bonobo)” di Ólafur Arnalds. Questo brano è come una brezza leggera in una notte d’estate, rilassante e rinfrescante, con un tocco di mistero che lo rende irresistibile.

“Ten Men” dei Morcheeba ci riporta a una dimensione più intima, seguita da “Only You” dei Portishead, un classico che non ha bisogno di presentazioni. La voce di Beth Gibbons è pura emozione, e non possiamo fare a meno di sentirci coinvolti.

Con “Let Me See” dei Morcheeba e “Kerala” di Bonobo, il viaggio continua, spaziando tra suoni delicati e atmosfere cinematografiche, perfette per chi ama perdersi nei propri pensieri.

Il percorso prosegue con “Protection” dei Massive Attack, un pezzo che ci avvolge in una coperta di suoni, proteggendoci da tutto ciò che è fuori.

“What’s Your Name” dei Morcheeba e “Numb” dei Portishead ci riportano in quel territorio di introspezione, dove ogni nota è un invito a riflettere e a sentire.

Con “Space, Love” di Leila e “Pumpkin” di Tricky, esploriamo lati più sperimentali del trip-hop, lasciando che suoni e voci ci sorprendano.

E poi, quando pensiamo che la notte non possa essere più dolce, arriva “Summertime” dei Morcheeba, un pezzo che, nonostante il titolo, sembra fatto apposta per queste ore intime.

“Everybody Loves A Loser” dei Morcheeba e “Unfinished Sympathy” dei Massive Attack sono due pezzi che ci ricordano perché amiamo così tanto questo genere: c’è una bellezza nella malinconia che il trip-hop riesce a catturare come nessun altro.

Non possiamo dimenticare “Rabbit In Your Headlights (feat. Thom Yorke)” degli UNKLE. Questo brano è un capolavoro di tensione emotiva, una traccia che rimane impressa a lungo dopo che l’ultima nota è svanita.

Il viaggio continua con “Part of the Process” dei Morcheeba e “Underwaters (One for Keni)” di Leila, due brani che ci cullano in una dolce serenità.

Arriviamo poi a “Otherwise” dei Morcheeba e “Teardrop” dei Massive Attack, due classici che incarnano tutto ciò che il trip-hop rappresenta: introspezione, bellezza e un pizzico di mistero.

Chiudiamo con una serie di brani che sigillano questo viaggio notturno: “The Sea” dei Morcheeba, “Organ Donor (UZ Remix)” di DJ Shadow, “Overcome” di Tricky, “Angel” dei Massive Attack, “Post Humorous” dei Morcheeba, e “Melodicore” di Leila.

Per il gran finale, ecco “Building Steam With A Grain Of Salt (Bondax & Karma Kid Remix)” di DJ Shadow, “Trigger Hippie” e “Shoulder Holster” dei Morcheeba, “You Don’t” di Tricky, “Blue Grace” di Leila, “Rome Wasn’t Built In A Day” e “Bullet Proof” dei Morcheeba, “Ambiant Lounge”, “World Looking In”, “Feeling” di Leila, “The Dyslexic Porn Star Who Funked In Her Space”, “Piano String”, “Three Orange Whips”, “Col”, “Diggin’ a Watery Grave”, “Tape Loop”, “Over and Over”, e infine “Fear and Love”.

Questa è la colonna sonora perfetta per accompagnarvi in una notte che vi appartiene, una notte in cui il trip-hop sarà il vostro compagno fedele, portandovi in un viaggio attraverso emozioni e suoni che resteranno con voi anche quando la musica si sarà spenta. Buon ascolto, amici.

WAIC 2024. La Cina accelera nello sviluppo dell’intelligenza artificiale con investimenti record

La Cina ha dimostrato le sue più recenti capacità nel campo dell’intelligenza artificiale (IA) durante l’esposizione industriale tenutasi a Shanghai, confermando la sua determinazione a guidare lo sviluppo delle tecnologie più avanzate. Al World AI Conference (WAIC) e al vertice globale sulla governance dell’IA, oltre 500 rappresentanti nazionali e internazionali hanno siglato accordi significativi per un totale di 40 miliardi di yuan (circa 5,48 miliardi di dollari), secondo quanto riportato dagli organizzatori.

Gli accordi, che riguardano settori come la potenza di calcolo, gli algoritmi e i dispositivi IA, includono 24 progetti congiunti. Durante l’evento sono state identificate 126 necessità di approvvigionamento per progetti specifici, per un valore complessivo stimato di 15 miliardi di yuan. L’evento ha registrato una partecipazione senza precedenti, con oltre 300.000 visitatori in presenza e più di 1 miliardo di visualizzazioni online, segnando un incremento del 90% rispetto all’anno precedente.

Tra le innovazioni esposte, le aziende cinesi hanno presentato soluzioni nei settori più promettenti, tra cui modelli linguistici avanzati, robotica umanoide, guida autonoma e tecnologie del metaverso. Secondo Jiang Lei, esperto di robotica con sede a Shanghai, i modelli di IA generativa e i robot umanoidi rappresentano le principali tendenze che guideranno il futuro dell’intelligenza artificiale in Cina.

Wang Peng, ricercatore associato presso l’Accademia delle Scienze Sociali di Pechino, ha sottolineato come il WAIC 2024 sia una prova concreta del potere trasformativo dell’intelligenza artificiale. “Gli accordi firmati durante l’evento sono un segnale forte della fiducia delle aziende cinesi nelle opportunità offerte dall’innovazione tecnologica e nella loro determinazione a sfruttare al meglio lo sviluppo dell’IA”, ha dichiarato.

Nonostante le restrizioni imposte dagli Stati Uniti, che limitano l’accesso ai chip avanzati, i leader delle aziende cinesi presenti alla conferenza hanno espresso ottimismo riguardo al futuro dell’IA in Cina. Secondo un report di Reuters, la concorrenza tecnologica tra Cina e Stati Uniti è stata un tema centrale del WAIC 2024. Jiang ha evidenziato che, nonostante le difficoltà globali, il divario tecnologico tra le aziende cinesi e i loro concorrenti occidentali si sta riducendo, grazie al costante supporto politico e agli sforzi per consolidare i progressi tecnologici.

Il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione ha annunciato ulteriori investimenti in settori strategici, tra cui robot umanoidi, interfacce cervello-macchina, 6G, tecnologie quantistiche, internet di nuova generazione e sviluppo aerospaziale e subacqueo.

Spettacolo con il fuoco e Wrestling per la terza tappa dei Venerdì Piacentini

La seconda serata del festival Venerdì Piacentini ha registrato un successo senza precedenti, con una straordinaria presenza di turisti e visitatori provenienti dalle regioni confinanti. Le strade di Piacenza sono state animate da una marea di persone, attratte dall’eclettico mix di eventi culturali, musicali, sportivi e gastronomici. La città è diventata il fulcro di una vivace attività, trasformando una serata estiva in una festa indimenticabile.

Il flusso di visitatori ha portato un indotto economico significativo per tutte le attività commerciali che hanno aderito al festival. Ristoranti, bar, negozi e bancarelle hanno visto una crescita notevole nelle vendite, grazie all’afflusso di persone che hanno approfittato dell’occasione per esplorare la città, gustare le sue prelibatezze locali e fare acquisti. Il clima festoso ha contagiato tutti, dai più giovani (che si sono scatenati nel party in piazzetta Plebiscito organizzato in collaborazione con Le Moire) ai meno giovani, con attrazioni che hanno saputo accontentare ogni tipo di pubblico. Gli spettacoli di strada, le performance artistiche e le serate danzanti hanno creato un’atmosfera di gioia e divertimento, rendendo la seconda serata dei Venerdì Piacentini un evento memorabile per i piacentini e i tanti turisti.

Programma della Terza Serata: Venerdì 5 Luglio 2024

La terza serata dei Venerdì Piacentini, che si terrà il 5 luglio 2024, promette di essere altrettanto entusiasmante. A causa dei lavori in corso su Piazza Cavalli (per l’allestimento del palco di Radio Bruno), gli spettacoli verranno realizzati straordinariamente sulla carreggiata di fronte alla chiesa di San Francesco. Questo spostamento forzato aggiungerà un tocco di originalità e novità all’evento.

Uno dei momenti clou della serata sarà, infatti, il grande spettacolo circense con il fuoco, a cura della celeberrima compagnia Foco Loco. I protagonisti, Flambetta e Tambo, incanteranno il pubblico con le loro acrobazie infuocate e giochi di luce. Lo spettacolo si terrà alle 22 con una replica alle 23:30 in Piazza Cavalli.

Gli amanti della lotta libera potranno assistere agli incontri di wrestling dell’Italian Championship Wrestling (ICW) in Piazza Duomo, con inizio alle 21:30. Presentato come novità assoluta lo scorso anno, l’evento dedicato al Wrestling con la sfida tra tutti i più noti campioni italiani, punta a ripetere lo strepitoso successo del 2023.

Via Mazzini ospiterà l’esperienza immersiva “ICÔNES: 3 capolavori, una città”, disponibile dalle 16 alle 23 presso il PalaBancaEventi (Palazzo Galli). L’esperienza dura circa 10 minuti ed è a 2 passi da piazza Cavalli. La mostra chiuderà i battenti il 7 luglio, per cui sarà davvero un’occasione imperdibile per apprezzarla in orario notturno.

Alle ore 21:00 è prevista una visita guidata alla Galleria Ricci Oddi, in via San Siro, tenuta dalla Direttrice Lucia Pini. Sempre in Via San Siro, presso il Giardino della Galleria Ricci Oddi, si terrà l’aperitivo letterario con Giusi Marchetta alle 18:30, organizzato da Fedro.

Da non perdere anche l’esperienza nella Escape Room “Labyrinthum Temporis: Fuga Da Kronos”. Enigmi, misteri e codici da decifrare, un’avventura di 60 minuti che si terrà alle ore 21 in via Prevostura con accesso dal museo Kronos. Da 5 a 10 giocatori, prenotazione obbligatoria al numero 331.4606435.

La musica dal vivo sarà protagonista con Edran e Samurabe che si esibiranno a partire dalle 21 in Via Calzolai presso The Black Rose. Piazza Duomo, invece, sarà il luogo ideale per i più piccoli, con la 12^ edizione de “I Piccoli Venerdì”, che offrirà attrazioni, giochi gonfiabili e un mini parco dei divertimenti dalle 20 in poi.

Per chi ama le performance di strada, il DJ Grey Show, con clown, beatbox e giocoleria, si terrà alle 19 in Via Illica presso il Caffè dei Mercanti, mentre i Giardini Merluzzo ospiteranno il DJ set di Euphorica dalle 18 alle 20 e nuovamente alle 22, presso la Luppoleria.

Corso Vittorio Emanuele II sarà il centro nevralgico di numerosi eventi, tra cui il DJ set di Elio Wav alle 21 presso La Chiacchiera e la festa di strada con carne alla griglia e proposte vegane presso la Bottiglieria del Duomo in Via Pace. Gli appassionati di scacchi potranno partecipare a competizioni, dimostrazioni e gioco libero a cura dello Scacchi Club di Piacenza, sempre su Corso Vittorio Emanuele II, nella zona del COIN.

Non mancherà la musica dal vivo con la Banda Barzotti in Via Calzolai presso Colazione da Tiffany e il gruppo musicale Kubri in Piazza Borgo presso Chez Moi, entrambi con inizio alle 21. Gli amanti del country western potranno godersi le danze dei Wild Angel alle 21 presso l’Enoteca Picchioni.

Via Cittadella sarà animata dal DJ set di DJ Cave presso Il Bacaro Piacentino alle 21, mentre la Galleria della Borsa ospiterà il pre-serata dei Venerdì con DJ Paiz a partire dalle 19:30. Lo Stradone Farnese vedrà DJ Andrea Vernasca in azione alle 20 presso Walk in Sesto Elemento, mentre il centro storico sarà animato da artisti circensi, trampolieri, mangiafuoco, acrobati, danzatrici e giocolieri dalle 21:30 in poi.

Per chi desidera una cena speciale, il Duo Bar Fly offrirà una cena messicana sotto le stelle con musica dal vivo alle 21 in Via Mazzini presso El Tropico Latino. Sempre in Via San Siro, alle 19, si terrà l’esposizione artistica degli Amici di Sissi.

Gli appassionati di letteratura potranno partecipare all’incontro letterario presso la Libreria Fahrenheit in Via Legnano. In Via Cavour, presso la Pizzeria da Profi’s, DJ Catti animerà la serata con musica e pizza dalle 20. Piazza Duomo ospiterà una serata gastronomica spagnola con “La paella de marisco” e carne al BBQ dalle 20, a cura di Taberna Movida.

Via Calzolai vedrà il DJ set di Fede Rico dalle 20 presso Pariamm, mentre Stradone Farnese ospiterà AndreyGround e DJ Andrey Sand dalle 20 presso Macelleria Callegari. Piazza Cavalli (Piazzetta San Francesco) sarà il palco per la musica house di Poddo dalle 20, presso Bar Dado.

Infine, la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi sarà aperta straordinariamente dalle 15 alle 23 in Via San Siro, mentre i Musei di Palazzo Farnese: Pinacoteca saranno aperti dalle 20 alle 23, con ultimo ingresso alle 22 in Piazza Cittadella. Gli amanti dell’architettura potranno scoprire la Cattedrale di Piacenza, uno degli esempi più importanti di architettura romanica in Italia, dalle 20:30 alle 23 in Piazza Duomo e la basilica dedicata a San Francesco d’Assisi in piazza Cavalli.

Largo Battisti e Piazza Cavalli ospiteranno la 12^ edizione del Venerdì Piacentini | Motor Expo, con esposizione delle ultime novità dal mondo delle due e quattro ruote a partire dalle 19:30.

Carte Piacentine. La storia del mazzo regionale più bello, dall’antica Roma al 1950

Le carte da gioco piacentine sono, a detta di molti, le carte più belle tra quelle regionali italiane. E’ un’affermazione forte se si pensa che in tutte le osterie d’Italia (e non solo) si gioca a carte con mazzi regionali, ognuno con la propria storia ricca di fascino.

Le carte piacentine sono diffuse nelle province dell’Emilia occidentale e centrale, in Lombardia (soprattutto nel sud della regione), negli Appennini della Toscana (zona Garfagnana), nelle Marche, in Umbria e nel Lazio, perché i possedimenti dello Stato Pontificio nello XIX secolo confinavano con i ducati emiliani.

Carte Piacentine, oggi
Carte Piacentine, oggi

Le carte regionali italiane sono circa 20 e ne esistono altre in Spagna e in Francia. Le romagnole sono simili alle piacentine, le siciliane hanno disegni comprensibili, le bergamasche sono tremendamente ostili, le napoletane affascinanti… ma nessun mazzo è esteticamente bello come quello di Piacenza.

Si dice che le illustrazioni siano ispirate a quelle cinquecentesche di Phelippe Ayet per un mazzo di carte spagnolo, portato dai soldati nelle nostre terre, dove in effetti troviamo la Polla (l’asso di denari per i profani), il tre di bastoni, un asso di coppe praticamente identico alle carte che sono state tramandate fino ad oggi, e anche le figure (il fante, il cavallo e il Re) sono davvero molto somiglianti, anche nell’abbigliamento.

Gli esempi più eleganti e dettagliati di questo stile furono disegnati per la fabbrica di Ferdinando Gumppemberg, a Milano, nei primi dell’Ottocento. Sono molto famosi i disegni dell’incisore Lattanzio Lamperti, per un mazzo commercializzato tra il 1840 ed il 1850, dove fante, cavallo e Re erano rappresentati a figura intera. Dal 1950, nel dopoguerra, le figure nei nuovi mazzi non sono più ritratte in piedi, ma hanno “2 teste”. In alcuni mazzi lo stemma di Piacenza si trova riprodotto sul quattro di denari.

Ma torniamo alla storia. Le carte illustrate da Phelippe Ayet pare discendano a loro volta da quelle moresche che si sono diffuse in occidente tra un conflitto e l’altro. Nel mazzo più antico trovato in Europa (nominato dagli studiosi “Italia 2”, datato 1400 e custodito presso il Museo Fournier delle Carte da Gioco di Alava in Spagna) le figure vestono come la nobiltà del Nord Italia. La datazione degli esperti le colloca in un periodo antecedente ai famosi tarocchi viscontei.

Ma la cosa davvero affascinante, che in pochi hanno rilevato, è che le carte da gioco regionali diffuse in tutto il bacino del Mediterraneo, molto probabilmente, discendono dalle monete romane. Le carte piacentine sembrano svelarlo in modo inequivocabile.

Nella prima metà del III secolo a.C. in Pianura Padana e nell’Italia centrale erano diffusi gli “Aes Signatum” (una parola che, a pensarci bene, suona simile ad “asso”), lingotti di bronzo sui quali erano presenti alcune figure tra cui un aquila con un fulmine tra gli artigli (decisamente simile alla “Polla”, l’asso di denari delle  carte piacentine), la spada o il bastone.

 

Osservando questi simboli è facile riconoscere la spada, la clava, l’anfora e l’aquila. E proprio osservando l’aquila imperiale, regina del cielo simbolo del Sole, troviamo un ultimo affascinante indizio. Il seme dei “denari” molto probabilmente in origine era il seme dei “soli”, a giudicare dalle illustrazioni più antiche. E il mazzo di carte piacentine è tra i pochi che rappresenta i “denari” con il volto, proprio come fossero soli splendenti, gli stessi soli splendenti che si trovavano su molte monete dell’antica Roma.

FONTI:

  • La Vera Origine delle Carte Piacentine – http://www.piacenzantica.it/page.php?197
  • Il mazzo moresco Italia 2 http://www.apuania.it/VECCHIOSITO/moresco.html
  • Aes Signatum https://www.treccani.it/enciclopedia/aes-signatum_%28Enciclopedia-Italiana%29/