Prodi. Pugno di ferro contro la violenza negli stadi

Secondo il Premier è arrivata l’ora della svolta

Stadi chiusi al pubblico se non in regola con la legge Pisanu, divieto ai club di organizzare le trasferte, stop alle partite fino a quando non saranno attuate le misure previste dalla legge. Per Romano Prodi, dopo la morte a Catania del poliziotto ucciso da una bomba carta, è giunto il momento di adottare il pugno di ferro. Ma per il Premier è becessario anche arrivare ad una riforma della giustizia sportiva, e alla gestione della sicurezza all’interno dei campi da gioco da parte delle società.

Quello che sta per arrivare, ha dichiarato Prodi, è "un provvedimento robusto che cambi in modo radicale la situazione". "Sui fatti di Catania nessuno ha potuto dire che non c’erano polizia sufficiente e forze dell’ordine allenate. Vuol dire che non basta: non si deve avere indulgenza di fronte alla violenza e responsabilizzare le società di calcio". Quanto è successo allo stadio di Catania, ha aggiunto il premier "è un fatto gravissimo e non isolato. Non si può non reagire. Non si possono più tollerare queste cose. Non possiamo mettere di continuo a rischio la vita degli agenti di polizia".

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