Maria De Filippi ha rivolto il suo pensiero a Sandra Mondaini. "Vorrei stringerla e dirle che le sono vicina con tutto il cuore," ha dichiarato
E’ morto, dopo una malattia, Raimondo Vianello, una delle più significative celebrità italiane. Avrebbe compiuto 88 anni a maggio.
La Camera dei Deputati ha ricordato il grande artista con un lungo applauso, e il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla moglie Sandra Mondaini un messaggio di cordoglio.
In Mediaset, Fedele Confalonieri lo ha ricordato così. "Siamo tutti molto tristi oggi a Mediaset, ma credo lo siano tutti gli italiani. E’ morto un amico, un amico vero, un amico di tutti. E’ morto un grande artista ed e’ morto un grande uomo".
Tutto il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Raimondo Vianello. Pippo Baudo lo ha definito "un uomo immenso, ma mai divo". Gli ha fatto eco Loretta Goggi che ha ribadito come fosse "diverso da tutti gli altri".
Maria De Filippi ha rivolto il suo pensiero a Sandra Mondaini. "Vorrei stringerla e dirle che le sono vicina con tutto il cuore," ha dichiarato. Per Fiorello "se ne e’ andato il maestro dell’ironia per antonomasia".
DAL SITO ANSA.IT
E’ morto Raimondo Vianello. Classe 1922, con lui scompare una storica figura della tv italiana e con la moglie Sandra Mondaini è stato tra i protagonisti del piccolo schermo. Avrebbe compiuto 88 anni a maggio.
La sua ironia sottile lo aveva contraddistinto fin da quel ’54 in cui, aria eterea da gentleman inglese, faceva il ragazzaccio irriverente accanto a Tognazzi in Un, due, tre oppure quando venti anni dopo al sabato sera in Tante scuse si muoveva nella giungla con il gia’ allora improbabile vestito di Tarzan mandando a sbattere Jane-Sandra su un albero.
Ma e’ sulla coppia, sulla vita familiare che Vianello e’ stato ed e’ tutt’ora un mito irraggiungibile di ironia: i duetti con Sandra-che barba-che noia, le punzecchiature sull’invadenza di lei e l’indifferenza di lui, restano storici.
Chi li conosce dice che i due anche nella vita erano come in Casa Vianello, ossia in fondo una coppia qualunque che si sopporta dopo decenni. Si sposarono nel ’61. Senza figli, hanno adottato l’intera famiglia dei loro collaboratori domestici, filippini, bambini compresi.
Figlio di un ammiraglio, Vianello sembrerebbe destinato alla carriera diplomatica, subito dopo la guerra invece per puro divertimento accetta un piccolo ruolo, un ufficiale americano, nella rivista Cantachiaro N. 2 di Garinei e Giovannini.
Nel ’51 comincia il sodalizio con Ugo Tognazzi nel teatro di rivista e dal ’54, per 5 anni e 77 trasmissioni, in tv. Un duo perfetto, paritario, in cui non c’era la spalla, un caso consacrato anche da 25 film.
L’irriverenza della coppia fu pero’ punita dai dirigenti Rai dell’epoca quando nel ’59 Tognazzi alluse allo scivolone in diretta del presidente Gronchi durante una serata alla Scala in onore del generale De Gaulle.
Dopo la lunga stagione con Tognazzi, arriva l’altra, irripetibile, con gli sketch in coppia con Sandra Mondaini, diventata sua moglie nel 1961. Ecco allora Studio Uno, Sai che ti dico, Sandra e Raimondo show del 1987 e poi la sitcom Casa Vianello con cui la popolare coppia porta in scena i problemi della vita coniugale.
Appassionato di calcio, all’inizio degli anni ’90, Vianello si era anche tolto lo sfizio di condurre per varie stagioni il settimanale sportivo di Italia 1 Pressing. Come attore aveva interpretato piu’ di 60 film ed era in tv ininterrottamente dal ’54 con show che hanno fatto parte della storia della tv italiana, tra cui Canzonissima.
Nel 1982 era passato dalla Rai alle reti Fininvest e per Canale 5 aveva registrato altri show, tra cui Attenti a quei due.
Sandra e Raimondo, una coppia irresistibile. Ora che è scomparso Vianello tutti pensano a lei, alla Mondaini: per lo spettacolo sono stati il simbolo stesso di gioie e dolori della vita a due.
Ironici, sarcastici come quando nel ’74 nel mitico Tante scuse si correvano incontro in un bosco per abbracciarsi e invece lei cadeva in un fossato e lui felice fuggiva via oppure si smarcava dall’abbraccio di lei per mettersi a giocare a pallone come un ragazzino. Un’ironia diventata cifra di coppia da giovani ma non solo: sperimentata con successo in tv negli anni ’70 e ’80 era diventata il cuore della sit-com Casa Vianello negli anni ’90 e 2000.
Riprendendo uno sketch di qualche anno prima, i due sul letto con lui che legge il quotidiano sportivo e lei che invano cerca di attirare l’attenzione in maniera sempre più invadente per poi esausta sbuffare, che barba-che noia, restano un topos imprescindibile della tv ma anche esempio della vita coniugale meglio di un trattato di sociologia sulla sessualità degli italiani. Classe 1922 lui, 1931 lei, sono stati insieme 52 anni sulla vita e sul set. Si erano conosciuti nel 1959 e si sposarono tre anni dopo, formando una delle più inossidabili e riuscite coppie dello spettacolo italiano.
Non riuscirono ad avere figli, in compenso adottarono un’intera famiglia di filippini. Sandra e Raimondo, come del resto Mike Bongiorno andarono a lavorare clamorosamente nella nascente Fininvest nel 1982 "quando era un atto eroico lasciare la Rai", come aveva ricordato un anno fa il presidente Fedele Confalonieri.
La coppia aveva lasciato le scene nel 2008 con un’ultima sit com per Canale 5 Crociera Vianello, prodotta da Roberto Sessa come le precedenti serie di Casa Vianello. In navigazione erano stati persino raggiunti da un gossip insistente che dava per morto Raimondo Vianello. Ironicamente implacabili come al solito, i due si erano fatti una risata: "’Raimondo – aveva commentato Sandra – stavolta tocca a te”. Crociera Vianello rappresentò l’addio televisivo dell’amata coppia che aveva divertito l’Italia in tv per mezzo secolo con le scenette matrimoniali.
"Non è detto, dipende" si era lasciato sfuggire Raimondo sul set, "Sandra a casa si annoia", riferendosi alla sempre inquieta Sandra che non vuole stare nell’abitazione (a Milano 2, a pochi passi dagli studi Mediaset di Palazzo dei Cigni). Poi sempre nel 2008 insieme erano saliti, entrambi un po’ acciaccati, sul palco dell"Ariston per il premio alla creatività Siae.
"Ho avuto e combattuto il cancro e da tre anni convivo con questa malattia, la vasculite, che provoca l’infiammazione dei muscoli e dolori fortissimi – aveva spiegato Sandra Mondaini annunciando l’addio alla tv – Ormai al massimo potrei interpretare una vecchia zia in carrozzella". "La mia é una malattia rara – disse – nessuno conosce la cura". "Io sì- aveva detto il solito Vianello – "e naturalmente – replicò lei – non vuoi dirmela…". Oggi un epilogo diverso.
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