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Expo. Piazzetta Piacenza e la Zolla deludono le aspettative

Un flop che preoccupa le aziende. Silvio Ferrari: ”stiamo lavorando per correggere gli errori”

MILANO – Piazzetta Piacenza delude le aspettative. In questi primi giorni di Expo la bocciatura è unanime. Ieri ho avuto il piacere di trascorrere una giornata tra padiglioni meravigliosi e proposte curiose e interessanti. Sono arrivato carico di entusiasmo sul cardo, ho cercato la nostra piazzetta e sono rimasto colpito dalla posizione davvero incredibile della zolla. Indipendentemente dalla svista in fase di progettazione (stupisce chi ha ideato la zolla non abbia tenuto conto delle vele del cardo, visto che il progetto era chiaro da tempo e considerato che gli altri stand non hanno fatto lo stesso errore) lo spazio dedicato a Piacenza è molto visibile. Mi sono avvicinato e, prima ancora di entrare, sono stato fermato da una ragazza che mi ha detto testualmente: “non c’è nulla da vedere oggi”. Mi sono guardato intorno e ho visto 4 volantini sparsi su un tavolo e basta… Ho alzato la testa per vedere l’interno della zolla (che definirei bruttino) e me ne sono andato, deluso e arrabbiato.
Intorno alla nostra zolla gli altri stand e padiglioni erano un tripudio di eventi, degustazioni, spettacoli, assaggi… Da noi non c’era “niente da vedere”. Il tema dell’Expo è il cibo: possibile che mi sia stata offerta la possibilità di assaggiare formaggi olandesi, degustare vini spagnoli, provare l’alta cucina messicana, divertirmi con il take away computerizzato giapponese, e che nessuno a Piacenza abbia pensato di tagliare due fette di salame?
Alla sera, quando si svolge lo show di luci e suoni all’Albero della Vita, davanti a Piazzetta Piacenza si fermano migliaia di persone. La zolla era l’unico punto buio e triste del cardo. Non c’era “niente da vedere” anche nel momento clou della giornata.

Mi ha molto colpito il commento di uno dei nostri lettori: “chi viene all’EXPO viene travolto dalla bellezza dei Padiglioni dei vari paesi e dopo pochi minuti capisce che non riuscirà mai a vedere tutto”, scrive il nostro amico. “Nessuno perderebbe mai tempo per andare al ministand di Piacenza a parlare con signori in giacca e cravatta che gli spiegano cosa fanno le loro aziende… in quella posizione era meglio impostare un concetto di utilità somministrando cibo, anche solo un piatto di tortelli, che si fanno in 3 minuti e richiedono poca organizzazione”. Sembra un commento banale, ma credetemi non lo è affatto. E’ esattamente quello che io e le persone che mi accompagnavano abbiamo pensato prima di andarcene delusi e amareggiati. Sembrava tutto improvvisato. Buttato li.

Anche le aziende che devono esporre sono molto preoccupate, come abbiamo raccontato in questo articolo nei giorni scorsi.

In ogni caso i responsabili del progetto sembra stiano provando a metterci una pezza. Scrive Silvio Ferrari, Presidente ATS Piacenza per Expo per Piacenza: “Tutti sappiamo che le fasi iniziali di qualsiasi progetto, soprattutto se di portata pari a quello in questione, possono richiedere aggiustamenti legati a contingenze non prevedibili in una fase precedente all’effettiva realizzazione, ma allo stesso tempo tutti sappiamo che il valore più grande sta nel riconoscere i punti di debolezza e di attivarsi per eliminarli o per attenuarne l’effetto. Noi lo stiamo facendo e siamo certi che con l’entusiasmo e la collaborazione di tutti riusciremo a rendere la Piazzetta Piacenza sempre più visibile agli occhi del pubblico di Expo”.

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