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Venerdì Piacentini

Venerdì Piacentini fortemente voluti dai commercianti: “significano ripartenza”

E’ bene ricordare che i Venerdì Piacentini sono un’iniziativa studiata per promuovere il commercio nel centro storico di Piacenza. Il festival, più di ogni altro, a partire dal 2011 è riuscito a portare turisti da tutte le regioni del Nord Italia e in particolare da Milano, Lodi, Pavia, Brescia e Cremona. La formula studiata dall’agenzia di comunicazione Blacklemon ha sempre puntato molto sui turisti proprio perché più propensi a fare acquisti nel corso delle serate della kermesse rispetto ai residenti piacentini.

“L’obiettivo a cui puntiamo per questa edizione speciale,” spiega Nicola Bellotti, fondatore di Blacklemon, “è portare 4 milioni e mezzo di euro di indotto sul commercio piacentino in sole 3 serate. È un risultato ambizioso ma raggiungibile, considerato che nelle altre edizioni che si sviluppavano in 5 serate l’indotto è sempre stato di almeno 7 milioni di euro”.

Quest’anno i commercianti hanno chiesto a gran voce di tornare a realizzare il festival dopo 2 anni di stop, ma il problema delle restrizioni e le elezioni amministrative hanno impedito a Blacklemon di iniziare a lavorare prima di inizio giugno. “Organizzare un festival in meno di un mese, dovendo prima di tutto trovare gli sponsor per coprirne i costi, è una sfida al limite dell’impossibile”, racconta Susanna Pasquali che ha curato ogni edizione del festival dal 2014 in poi. “Abbiamo accettato perché amiamo la nostra città, perché la nostra azienda ha qui le sue radici, e perché si è formata una squadra insieme a Confesercenti, Confcommercio, CNA che ce l’ha messa tutta. Venerdì 1 luglio è stato bello vedere una folla festante invadere le vie del centro, proprio come nel 2019”.

Prima di capire come è andata per i commercianti durante i Venerdì Piacentini va fatta una premessa. I dati dell’Osservatorio Confimprese-EY sui consumi mostrano che il primo trimestre del 2022, confrontato con lo stesso periodo del 2019, si ferma al -18,2%. A pesare sono l’aumento della spesa per l’energia, i costi di materie prime e trasporti, la situazione geopolitica e tutti gli altri fattori che stanno stressando il commercio. In particolare il mondo dell’abbigliamento-accessori registra una flessione nel mese di marzo 2022 del 31,3% rispetto allo stesso mese del 2019. Per fare un confronto serio e onesto tra l’ultima edizione dei Venerdì Piacentini e quella del 2022 bisogna considerare la situazione generale, ma anche che di norma il festival è sempre partito in giugno e non in luglio. Edoardo Cassinari, titolare del Dubliner’s Irish Pub di via San Siro, interpellato sull’argomento ha spiegato che gli incassi della serata sono stati superiori al primo venerdì di luglio del 2019. Pier Cesare Licini, timoniere del Chez Art, ha detto che in piazza Borgo si è lavorato molto bene e che gli incassi si sarebbero potuti protrarre a lungo se le autorità lo avessero consentito. Il problema degli orari del festival (che deve terminare entro mezzanotte non per scelta di Blacklemon, ma per disposizione di Comune e autorità) è stato sottolineato anche da Alessandro Picchioni, dell’omonima Enoteca, il quale si è detto soddisfatto degli incassi, soprattutto considerato il fatto che in luglio si lavora meno rispetto a giugno, e che a mezzanotte è stato costretto a sbaraccare quando avrebbe potuto lavorare tranquillamente almeno altre 2 ore Tra gli artigiani Francesco Fa, titolare della Pizza del Sole, si è detto molto soddisfatto sia per i risultati economici, sia per la gestione della sicurezza, in un’area dove spesso i gestori hanno a che fare con qualche “testa calda” di troppo. Nella stessa zona Giulia Porta di SoSushi si è detta soddisfatta del risultato del suo ristorante in serata, così come Vincenzo Licari, titolare dell’Enoteca del Corso, il quale ha affermato che si è lavorato molto bene nel suo locale con un risultato pari al 2019. Mario Coppellotti, titolare di locali come il Caffè dei Mercanti e il Battisti ha confermato che gli incassi del 2022 sono stati pari a quelli del 2019, mentre Paola Compiani ha rilevato che presso la Luppoleria, ai Giardini Merluzzo, le cose sono andate addirittura meglio rispetto a 3 estati fa. Per bar e ristoranti è più facile fare risultati durante un festival come i Venerdì Piacentini e avere avuto pochi giorni e pochissimo budget per promuovere il festival nel nord Italia può avere influito sul numero di turisti in giro per le strade e quindi sulle vendite di negozi di abbigliamento e accessori. Laura Arquati, con i suoi negozi “Intimissimi uomo” e “Intimissimi donna”, ha rilevato incassi minori rispetto alla prima data del 2019 (allora era in giugno), ma attribuisce il risultato anche al fatto che i saldi sarebbero iniziati il giorno dopo. La pensa in questo modo anche Massimiliano Termine del negozio Homeless, convinto che l’affluenza sia stata buona e che valga la pena di tenere aperto durante le serate del festival, ma che il giorno di partenza dei saldi abbia penalizzato ulteriormente il suo settore. Genni Michieletti di Skyler ritiene che gli incassi in più che portano i Venerdì Piacentini siano comunque molto importanti, soprattutto perché da quando è iniziata la pandemia la situazione per chi opera nel settore si è fatta sempre più difficile, con un calo di fatturato che per moltissimi addetti ai lavori è stato di almeno il 30%.

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