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I Venerdì Piacentini? Un sogno collettivo diventato realtà. E ora il gran finale

PIACENZA – A parlare è Nicola Bellotti, ideatore e direttore artistico dei Venerdì Piacentini, il festival urbano che da quattordici anni anima le estati piacentine, diventando uno degli appuntamenti più attesi dell’intera Emilia-Romagna. In vista della serata conclusiva, in programma venerdì 18 luglio, Bellotti racconta l’anima e i numeri di un’edizione da record.

Nicola Bellotti, Blacklemon
Nicola Bellotti, Blacklemon, curatore dei Venerdì Piacentini

Nicola, possiamo dire che i Venerdì Piacentini siano ormai molto più di un semplice festival.

«Assolutamente sì. Da tempo questo progetto è diventato un fenomeno culturale, sociale ed economico che coinvolge l’intera città e tutto il territorio. Non è più solo un cartellone di eventi: è un’esperienza collettiva, una grande festa urbana che racconta Piacenza con energia e autenticità. E questa edizione 2025 ha confermato tutto questo con una partecipazione straordinaria.»

Che tipo di pubblico avete intercettato quest’anno?

«C’è stata un’affluenza enorme, superiore persino alle nostre aspettative, in particolare per i venerdì di luglio dove di norma si registra un lieve calo. Migliaia di persone anche venerdì scorso si sono riversate nel centro storico: famiglie, giovani, turisti. Soprattutto visitatori dal Nord Italia: Milano, Brescia, Bergamo, Lodi, Cremona, Pavia… ormai i Venerdì Piacentini sono diventati una meta fissa dell’estate per chi vive in quelle città. E questo ci riempie d’orgoglio.»

E dal punto di vista economico?

«L’impatto è stato, anche quest’anno, molto forte. Dai primi dati previsionali stimiamo un indotto almeno pari agli ultimi 2/3 anni, tra gli 8 e i 10 milioni di euro. Alcuni esercenti ci hanno detto che queste cinque serate equivalgono a due mesi di incassi. In un anno difficile per il commercio, con 98 attività chiuse in città, il festival è stato davvero una boccata d’ossigeno.»

Veniamo alla serata conclusiva: cosa accadrà il 18 luglio a Piacenza?

«Sarà una notte speciale. In Piazza Cavalli, il cuore del festival, avremo una sfilata molto toccante realizzata insieme all’associazione Armonia, per sensibilizzare sul tema del tumore al seno. Sfileranno donne che hanno affrontato questa battaglia, indossando il cappello piumato dei Bersaglieri, che saranno nostri ospiti speciali con la loro Fanfara. A seguire, il concerto acustico di Daniele Ronda e il DJ set su vinile de Il Druido: una chiusura elegante e piena di emozione.»

E non finisce certo lì…

«No, anzi. Piazza Duomo ospiterà una speciale edizione di Orzo Rock, con band dal vivo e un’area food ampliata. Ogni angolo della città avrà una sua atmosfera: DJ Maurizio Popi farà ballare Piazzetta Plebiscito, ai Giardini Merluzzo ci sarà una scarica rock guidata da Paola Nuzzi, mentre via Daveri si trasformerà in una festa latina grazie a DJ Jose en Fuego. In via Mazzini un raffinato duo voce e chitarra accompagnerà la cena, mentre via San Donnino ospiterà tatuaggi, videomapping, street art e DJ set per una serata urbana e vibrante.»

E ancora…

«Piazza Borgo sarà animata da musica dal vivo, su Corso Vittorio Emanuele II si ballerà sulle hit anni ’90, in via Calzolai il party house sarà firmato Teepee e Techfood, sullo Stradone Farnese spazio all’hip-hop, via Legnano sarà dedicata ai Tarocchi dell’Eros, mentre sul Facsal i Venerdì Piacentini chiuderanno con le note romantiche del piano bar all’aperto. Insomma, sarà impossibile non trovare il proprio angolo ideale.»

Un festival gratuito, ma con una macchina organizzativa enorme. Come ci riuscite?

«Con tanto lavoro e con la fiducia dei nostri partner. I Venerdì Piacentini non ricevono alcun contributo pubblico: sono sostenuti interamente da sponsor e privati che credono nel valore di questo progetto. Voglio ringraziare in particolare IREN, main partner da 14 anni, e la Banca di Piacenza, nostro unico Platinum Partner. E poi TRS Ecology, Egger Italia, Cementirossi, Impresa Cogni e tutti gli altri partner. Naturalmente devo ringraziare anche il Comune di Piacenza che collabora attivamente al progetto da sempre, rendendolo possibile. L’impegno dell’assessore Simone Fornasari è stato importante, così come il supporto del sindaco Katia Tarasconi, ma anche la collaborazione degli uffici, dei funzionari e dei dirigenti coinvolti. Non posso non ringraziare la Questura e tutte le forze dell’ordine, in particolare la Polizia Locale, la Prefettura, il 118, la Croce Rossa e soprattutto la nostra squadra di steward capitanata da Vergilio Sponga con Renata Basini, grazie ai quali in tanti anni non si è mai registrato un singolo incidente.»

E il Piacenza Motor Expo?

«È il nostro “festival nel festival”. Piazza Cavalli si trasforma in un grande salone dell’auto all’aperto, con brand come Maserati, Porsche, Alfa Romeo, Volkswagen, Toyota, Audi e tanti altri. Grazie alla collaborazione con realtà importanti come Ponginibbi Group, Bossoni, Forza, Autoingros, Autostar, Programma Auto, Raschiani, Mirani, Dallanegra, Land Cars. Un valore aggiunto che attira appassionati e famiglie.»

Dopo quattordici anni, cosa rappresentano oggi per lei i Venerdì Piacentini?

«Sono diventati un simbolo di questa città. Una dimostrazione che si può fare cultura, spettacolo e intrattenimento di qualità anche senza fondi pubblici, se si lavora in rete. Ma soprattutto, sono una festa del territorio, dell’energia che Piacenza sa esprimere quando fa sistema. Per me sono un sogno collettivo che continua a realizzarsi, ogni estate.»

Qualche dispiacere?

«Non tutti capiscono lo sforzo che sta dietro l’organizzazione di un festival di questa portata, ma è normale che sia così. Cerchiamo di fare sistema con tutti, non sempre ci riusciamo. Ma sono certo che un passo alla volta anche chi non rema a favore capirà che le nostre aziende possono crescere di più, individualmente, quando si collabora”.

Un invito per chi ancora non ha partecipato?

«Venite a vivere Piacenza. Il 18 luglio vi aspettiamo per il gran finale. Sarà una serata da ricordare e vi faremo innamorare della nostra città.»

Venerdì Piacentini: musica per Aurora e Galà contro la violenza sulle donne

Questa sera, venerdì 11 luglio, il centro storico di Piacenza si trasforma in un grande palcoscenico a cielo aperto grazie alla quarta serata dei Venerdì Piacentini 2025, il festival che ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta Italia. Due appuntamenti speciali, profondamente intensi, animeranno Piazza Duomo e Piazza Cavalli, confermando i Venerdì Piacentini come l’evento di punta dell’estate piacentina.

In Piazza Duomo, per la prima volta assoluta, la giovane artista piacentina Isotta Mugavero, 14 anni, presenterà dal vivo il suo inedito “Vertigini”, un brano dedicato ad Aurora Tila, la tredicenne di Piacenza scomparsa tragicamente nel 2024. La canzone, scritta da Isotta insieme a Erica Opizzi e Antonio Amodeo, con la produzione di Anteros Produzioni e REC106 Studios, racconta il dolore, lo smarrimento e la speranza di chi affronta un lutto così profondo.

“Vertigini” non è solo una canzone: è un tributo sentito che nasce dai ricordi di Isotta, compagna di banco di Aurora, e rappresenta un percorso di elaborazione personale. La giovane artista, che studia canto e violino presso l’Accademia Ars Nova di Piacenza e il Conservatorio, condividerà sul palco dei Venerdì Piacentini un momento carico di emozione e significato. La canzone sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali dalla mezzanotte di oggi, ma il debutto dal vivo avverrà proprio durante il Canta Festival, all’interno del programma ufficiale dei Venerdì Piacentini.

Sempre questa sera, in Piazza Cavalli, torna l’attesissimo Gran Galà del Cuore, uno degli appuntamenti più amati dei Venerdì Piacentini. Nato nel 2010 dalla collaborazione tra Gymnasium The Roller School e Progetto Vita, lo spettacolo di pattinaggio artistico celebra quest’anno un doppio importante anniversario: i 27 anni di Progetto Vita, associazione che ha reso Piacenza un modello europeo nella prevenzione e diffusione dei defibrillatori, e la conferma del Galà come evento simbolo di sport, arte e solidarietà.

La grande novità di questa edizione dei Venerdì Piacentini è l’esibizione ideata dalle giovani atlete di Gymnasium, ragazze tra i 15 e i 17 anni, che porteranno in scena “Se io non voglio, tu non puoi”, un potente messaggio contro la violenza sulle donne. Un’idea nata spontaneamente dalle atlete stesse, decise a utilizzare la loro arte per sensibilizzare il pubblico su un tema attuale e urgente.

Il Gran Galà del Cuore dei Venerdì Piacentini diventa così non solo un momento di spettacolo, ma anche un’occasione di riflessione e impegno sociale. Un invito a schierarsi dalla parte del rispetto, a scegliere la solidarietà e la prevenzione come valori condivisi.

Con questi eventi speciali, i Venerdì Piacentini confermano ancora una volta la loro capacità di trasformare Piacenza in una capitale della cultura e delle emozioni, capace di attrarre pubblico di tutte le età e di offrire serate che uniscono arte, musica, sport e messaggi sociali.

La quarta serata dei Venerdì Piacentini 2025 promette di essere indimenticabile. Ecco il resto del programma che permetterà di vivere Piacenza in tutta la sua energia:

Gran Galà del Pattinaggio Artistico a Rotelle in Piazza Cavalli

A dominare la scena, come ogni anno, sarà il Gran Galà del Pattinaggio Artistico a Rotelle in Piazza Cavalli. Dalle ore 21, sotto la direzione artistica di Elisabetta Rapetti e l’organizzazione di Libertas Gymnasium The Roller School, i migliori pattinatori italiani e internazionali offriranno esibizioni spettacolari, unendo eleganza, tecnica e musica in una cornice unica.

Canta Festival Talent Show in Piazza Duomo

Alle 22, sempre nel cuore di Piacenza, Piazza Duomo accoglierà il Canta Festival Talent Show, con la conduzione di Marcello Granata e la direzione artistica di Dariana Koumanova. In palio un biglietto d’oro per Area Sanremo, trampolino di lancio per il Festival di Sanremo Nuove Proposte: un’occasione imperdibile per scoprire nuove voci e vivere emozioni autentiche.

Febbre 2000: la discoteca anni zero in Piazzetta Plebiscito

Gli amanti della musica dance non possono perdersi Febbre 2000, la dj night che dalle 22 fino all’una farà ballare Piazzetta Plebiscito sulle note delle hit più iconiche degli anni 2000, grazie alla crew de “Le Moire”.

Motori in mostra: dal Dolmen a Piazza Duomo

Dalle 18, in Corso Vittorio Emanuele II (zona Dolmen), spazio ai motori con Motori in miniatura – Le icone a scala 1:8, una mostra con oltre venti modelli leggendari, dalla McLaren di Senna alla DeLorean di Ritorno al Futuro. In Piazza Duomo, la passione continua con l’esposizione di Ferrari da sogno, selezionate dallo Scuderia Ferrari Club Piacenza.

Concerti live e presentazioni letterarie

I Giardini Merluzzo si accenderanno dalle 19 con il live dei Gang Band, in un viaggio musicale che spazia da Sting ai Backstreet Boys. Alle 20.45, via Legnano ospiterà la presentazione del libro Romanzo di Crinale di Silvano Scaruffi, per un momento dedicato alla cultura.

Messico in festa e groove esplosivo

In via Mazzini, dalle 21, l’energia dei Mariachi La Plaza trasformerà l’area in un autentico barrio messicano con musica live e cena tipica, in collaborazione con El Tropico Latino.
Dalle 22, i S.U.M.O. faranno vibrare via San Siro con un live carico di groove. Parallelamente, via San Donnino sarà il palcoscenico dell’Homeless Street Fest, tra tattoo walk-in, videomapping, dj set e performance improvvisate.

Country night e videomapping spirituale

Per gli appassionati di country, dalle 21, I Wild Angels e DJ Micio faranno ballare Corso Vittorio Emanuele II con ritmi western sul sagrato di Santa Teresa.
In Piazza Duomo, dalle 21.30, il videomapping Laudato Si’ – Il cantico della rinascita illuminerà la facciata della Cattedrale, creando un’esperienza visiva unica. Da non perdere anche la possibilità di salire alla cupola del Guercino in notturna.

Spettacoli itineranti e musica diffusa

Il centro storico sarà un continuo susseguirsi di sorprese: spettacoli di circo e acrobazie, le incursioni ironiche di Piacenza Memes, i laboratori per bambini de I Piccoli Venerdì, dj set e live in ogni angolo.
Tra i nomi in cartellone: Planeta in Piazza Borgo, Cave in via Cittadella, Blake in Corso Vittorio Emanuele II e molti altri.

Esperienze gastronomiche e tattoo live

La cucina sarà protagonista con proposte per tutti i gusti: Cena sul Corso, Raviolo al quadrato, Paella in Piazza, Vicolo del Gusto Vegano, food truck gluten free, piadine romagnole in via Cavour e la già citata cena messicana in via Mazzini.
Non mancheranno gli inchiostri notturni con Inchiostro di Notte e Tattoo After Dark, le vibrazioni sudamericane di DJ Jose en Fuego in via Daveri, il sound urban di Andrea Vernasca sullo Stradone Farnese e il folk country di Raíces Sonoras sul Facsal.

Un successo che parla di Piacenza

Ancora una volta, i Venerdì Piacentini si confermano un successo straordinario, capace di portare migliaia di turisti nel cuore di Piacenza. Il festival, ideato da Blacklemon, non riceve fondi pubblici ma vive grazie alla collaborazione con aziende locali, tra cui IREN, Banca di Piacenza, Egger, Cementirossi, TRS Ecology e Impresa Cogni, che contribuiscono a creare un evento capace di generare un forte indotto economico e culturale per la città.

Loredana Bertè accende Piacenza il 4 luglio: tra Venerdì Piacentini, Summer Cult e la festa di Sant’Antonino

Piacenza si prepara a vivere una notte indimenticabile. Venerdì 4 luglio, in occasione della Fiera di Sant’Antonino, patrono della città, Palazzo Farnese ospiterà il concerto-evento di Loredana Bertè, inserito nel cartellone di “Summer Cult” e parte integrante della terza serata dei Venerdì Piacentini, il festival che anima il centro storico e attira ogni anno migliaia di visitatori.

Dopo aver lanciato il suo nuovo singolo estivo in collaborazione con i Boomdabash, Loredana Bertè torna a infiammare i palchi italiani con “50 da Ribelle – Tour 2025”, una tournée speciale che celebra i suoi 50 anni di carriera. La tappa piacentina è una delle nove date esclusive che vedono la cantante abbracciare il suo pubblico in un viaggio musicale carico di energia e passione.

Sul palco di Palazzo Farnese, Loredana proporrà una scaletta ricca di successi senza tempo: dall’intramontabile “Sei bellissima” alla grintosa “…e la luna bussò”, passando per i brani sanremesi “Pazza” e “Cosa ti aspetti da me”, fino alle hit estive come “Non ti dico no” e “Che sogno incredibile”. Un’occasione unica per riascoltare dal vivo i pezzi che hanno segnato la storia della musica italiana e che continuano a conquistare nuove generazioni.

Il concerto di Loredana Bertè rappresenta un momento clou di un’intera giornata di festa per Piacenza: il 4 luglio, infatti, la città celebra Sant’Antonino con la tradizionale fiera, un appuntamento che unisce sacro e profano, tradizione e innovazione. I Venerdì Piacentini, con il loro programma diffuso di spettacoli, musica, arte e cultura, faranno da cornice a un centro storico trasformato in un palcoscenico a cielo aperto, mentre “Summer Cult” arricchisce l’offerta con proposte artistiche di altissimo livello.

Piacenza si conferma così un crocevia vivace e sorprendente di musica, cultura e socialità, in una serata che promette emozioni e ricordi indelebili.

Di seguito, la scaletta e le date del tour “50 da Ribelle – Tour 2025” che accompagneranno Loredana Bertè in questa nuova avventura live, celebrando mezzo secolo di carriera e un’anima artistica sempre libera e inarrestabile.

Leonor Fini. L’arte ribelle e visionaria in mostra a Palazzo Reale

Dal 26 febbraio al 22 giugno, Palazzo Reale di Milano ospita una grande retrospettiva dedicata a Leonor Fini, artista straordinaria, ribelle e poliedrica, che ha attraversato il Novecento con un linguaggio visivo potente e anticonformista. Curata da Tere Arcq e Carlos Martín, la mostra ripercorre la carriera di un’icona dell’arte moderna, capace di rompere gli schemi e superare le convenzioni, sia nella pittura che nelle arti applicate. Leonor Fini è stata molto più di una pittrice: scenografa, costumista, illustratrice e scrittrice, ha vissuto l’arte come un viaggio attraverso molteplici discipline, lasciando un segno indelebile nella cultura europea tra Italia e Francia. Con circa cento opere esposte, tra cui settanta dipinti, disegni, fotografie, costumi, libri e video, il percorso espositivo offre una rilettura contemporanea del suo lavoro, esplorandone il simbolismo e le incursioni nel mondo del teatro, del cinema, della moda e della letteratura.

Nata nel 1907 a Buenos Aires da padre argentino e madre triestina, Leonor Fini trascorse l’infanzia e la giovinezza a Trieste, dove ebbe i primi contatti con il mondo dell’arte. Fin da subito mostrò un talento fuori dal comune, rifiutando qualsiasi tipo di educazione accademica per sviluppare una ricerca autonoma e personale. Negli anni Trenta si trasferì a Parigi, centro nevralgico della cultura europea, dove entrò in contatto con le avanguardie e in particolare con il movimento surrealista. Sebbene fosse vicina a figure come Max Ernst, Salvador Dalí, Man Ray e Jean Cocteau, Fini non si lasciò mai inglobare completamente dal surrealismo, mantenendo sempre una sua cifra stilistica autonoma. Il suo lavoro esplorava il mondo dell’inconscio e del sogno, ma senza aderire ai dogmi del movimento guidato da André Breton, che rifiutò di sottomettersi alle sue regole.

Al centro della sua ricerca figurativa si trovano immagini di donne potenti, enigmatiche e spesso sovrannaturali: sfingi, sacerdotesse, donne-gatto e creature ibride, immerse in atmosfere oniriche e surreali. La sua arte affronta con forza i temi della femminilità e della sessualità, mettendo in discussione i modelli tradizionali della società patriarcale. Se nelle opere di Fini il femminile appare come un simbolo di forza e mistero, l’immagine del maschile è invece più sfuggente, caratterizzata da una forte ambiguità. I suoi uomini sono spesso effeminati, sottomessi o misteriosi, come a ribaltare gli stereotipi di genere imposti dalla cultura dominante.

La lettura degli scritti di Freud ebbe un’influenza significativa sulla sua produzione, spingendola a indagare il lato oscuro della psiche umana. Nei suoi dipinti, il confine tra realtà e sogno si fa labile, dando vita a immagini enigmatiche e cariche di simbolismo. Le sue opere sono popolate da figure avvolte in tessuti fluidi, immerse in scenari che evocano miti antichi e racconti fantastici.

L’eclettismo di Leonor Fini si riflette anche nelle sue collaborazioni con il mondo dello spettacolo. Negli anni lavorò come scenografa e costumista per il teatro e il cinema, progettando costumi visionari che contribuirono a definire l’estetica di spettacoli memorabili. Collaborò con registi e coreografi, creando abiti di scena per balletti, opere liriche e film che si distinguevano per il loro carattere fiabesco e surreale. La sua immaginazione visiva non conobbe confini e la sua estetica influenzò anche il mondo della moda: i suoi ritratti e disegni furono fonte d’ispirazione per stilisti e designer che ne apprezzarono l’inconfondibile visione estetica.

La retrospettiva di Palazzo Reale offre un’occasione unica per esplorare l’universo di Leonor Fini e la sua produzione artistica. L’esposizione consente di ripercorrere le tappe più significative della sua carriera e di comprendere l’impatto che la sua arte ha avuto sulla cultura contemporanea. Attraverso un percorso che spazia tra dipinti, illustrazioni, fotografie, documenti e costumi, il pubblico potrà immergersi nel mondo visionario di un’artista che ha saputo dare forma a un immaginario unico, contaminato da molteplici influenze. Un viaggio affascinante tra sogno e realtà, che rende omaggio a una delle figure più straordinarie dell’arte del Novecento.

L’arte si prende troppo sul serio? Non a Bologna, con la mostra “Facile Ironia”

L’arte italiana, tra il XX e il XXI secolo, ha spesso indossato il sorriso sornione dell’ironia, trasformandola in uno strumento affilato per svelare le contraddizioni della società e dell’arte stessa. La mostra “Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo”, ospitata al MAMbo di Bologna dal 6 febbraio al 7 settembre 2025, celebra questo spirito attraverso oltre 100 opere di più di 70 artisti, offrendo un viaggio tra paradossi, giochi, critiche istituzionali e umorismo nero.

Bruno Munari, maestro dell’immaginazione, ci accoglie con le sue “Sculture da viaggio”, opere che sfidano la staticità dell’arte tradizionale invitandoci a interagire e giocare. Piero Manzoni, con la sua irriverenza, ci provoca con la celebre “Merda d’artista”, una critica pungente al mercato dell’arte e al concetto stesso di valore. Gino De Dominicis ci trascina nel vortice del paradosso con opere enigmatiche che sfidano le leggi del tempo e dello spazio.

L’ironia si intreccia con la politica nelle opere di Piero Gilardi e Michelangelo Pistoletto. Gilardi, con i suoi tappeti-natura, ci invita a riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, mentre Pistoletto, con i suoi “Quadri specchianti”, ci coinvolge direttamente nell’opera, rendendoci parte attiva della riflessione sull’identità e la società.

Le artiste Tomaso Binga e Mirella Bentivoglio utilizzano l’ironia come arma femminista, sfidando gli stereotipi di genere e criticando il patriarcato. Binga, con le sue poesie visive, gioca con il linguaggio per smascherare le convenzioni sociali, mentre Bentivoglio utilizza simboli e parole per mettere in discussione i ruoli tradizionali assegnati alle donne.

Maurizio Cattelan, maestro della provocazione, ci sorprende con opere che mettono a nudo le ipocrisie della società contemporanea. La sua “La Nona Ora”, che raffigura Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, è un esempio lampante del suo approccio dissacrante. Paola Pivi ci spiazza con installazioni surreali, come orsi polari colorati in pose improbabili, che sfidano la nostra percezione della realtà. Francesco Vezzoli, con i suoi lavori che mescolano cultura alta e bassa, ci invita a riflettere sulla natura effimera della celebrità e sul culto dell’immagine.

Il percorso espositivo si articola in diverse sezioni tematiche. Nell’area dedicata al paradosso, le opere giocano con l’assurdo per stimolare una riflessione critica. La sezione sul gioco esplora l’ironia come strumento ludico per sovvertire le regole prestabilite. L’ironia come pratica di nonsense è rappresentata da artisti che utilizzano l’assurdo per mettere in discussione la razionalità e la logica convenzionale. Infine, l’umorismo nero emerge in opere che affrontano temi tabù con leggerezza e profondità, costringendoci a confrontarci con le nostre paure e contraddizioni.

La mostra non si limita a esporre opere, ma invita il pubblico a partecipare attivamente, stimolando una riflessione sull’ironia come strumento di critica e liberazione. In un’epoca in cui l’arte rischia di prendersi troppo sul serio, “Facile ironia” ci ricorda che un sorriso può essere l’arma più potente per scardinare le certezze e aprire nuove prospettive.

In conclusione, “Facile ironia” offre una panoramica esaustiva sull’uso dell’ironia nell’arte italiana degli ultimi settant’anni, dimostrando come questo approccio sia stato fondamentale per mettere in discussione, provocare e stimolare il pensiero critico. Una mostra che, attraverso la leggerezza dell’ironia, ci invita a riflettere profondamente sulla nostra società e su noi stessi.

Mocambo: il locale ai confini del tempo. Recensione del libro di Nicola Bellotti

C’è un luogo che esiste ovunque e sempre. Un caffè polveroso all’Avana, un night club a Dallas, un rifugio di ribelli a Tokyo nel 1500, un bar su un asteroide ai confini dello spazio. Ovunque ci sia una storia da raccontare, il Mocambo è lì. La sua porta gialla si spalanca su epoche e universi, accogliendo anime in fuga, amanti perduti, scienziati visionari e killer dal cuore spezzato. È il punto fermo nel caos del tempo, il crocevia di destini in bilico tra nostalgia, sogno e riscatto.

Mocambo di Nicola BellottiCon Mocambo, Nicola Bellotti ci conduce in un viaggio straordinario attraverso le infinite possibilità della narrazione. Il libro è una raccolta di tredici racconti che mescolano con naturalezza fantascienza, noir, poesia e filosofia, dando vita a un universo narrativo ricco e affascinante. Ogni storia è un tassello di un mosaico più ampio, legato da un filo sottile che trascende il tempo e lo spazio, e che trova nel Mocambo il proprio punto di raccordo. Non importa se ci troviamo nella Tokyo feudale o su un asteroide lontano: la porta gialla si aprirà comunque, pronta a svelare nuovi destini e nuove possibilità.

Il libro si apre con La macchina del tempo, in cui un uomo ossessionato dal rimpianto tenta di riscrivere il proprio passato. Non si tratta di un classico viaggio nel tempo, ma di un percorso interiore, in cui la memoria diventa il vero strumento per alterare il corso degli eventi. Il protagonista è un inventore che ha creato un dispositivo capace di riportare la sua mente adulta nel corpo del giovane che è stato. Ma può davvero cambiare il proprio destino o è solo un’illusione? La tensione tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere è al centro del racconto, e il Mocambo fa da sfondo a questa ricerca disperata di un futuro alternativo.

Killer ci trasporta invece in una Roma elegante e crudele, dove un assassino raffinato, con la passione per l’Opera, si ritrova coinvolto in un incarico che cambierà per sempre il suo modo di vedere il mondo. Il parallelo tra la vita e la messa in scena, tra la musica e il sangue, è costruito con grande attenzione, e la storia si sviluppa come una sinfonia in cui ogni nota è studiata per condurre a un finale inaspettato.

Ne Il filo rosso, il futuro dell’Africa è dominato dall’imperialismo cinese e le vecchie regole della storia si ripetono con nuovi protagonisti. In questo scenario distopico, due anime gemelle legate dal destino si trovano coinvolte in un’ultima avventura, in cui la speranza e la paura si mescolano in un gioco pericoloso. La tensione è palpabile, e l’ambientazione futuristica non è solo uno sfondo, ma un elemento vivo che influisce sulle scelte dei protagonisti.

Heartbreak Smasher ci porta nel mondo brutale e teatrale del wrestling, dove il protagonista, una leggenda del ring, affronta una notte decisiva che lo metterà di fronte ai fantasmi del passato. La sua forza fisica non basta a proteggerlo dal dolore interiore, e il racconto esplora il confine tra il personaggio pubblico e l’uomo privato, tra l’illusione della vittoria e la cruda realtà della sconfitta.

A Cuba, in un piccolo bar dall’aria vissuta, si consuma invece il classico dramma del triangolo amoroso. Un poeta, testimone silenzioso di una storia fatta di passione, tradimento e ironia, osserva il destino compiersi tra i bicchieri di rum e le note di una vecchia canzone. Qui il Mocambo diventa il palcoscenico di una pantomima, dove il tempo sembra essersi fermato e i sentimenti si intrecciano in un gioco che si ripete all’infinito.

Il dilemma del topo introduce un elemento quasi filosofico nella raccolta. In una Londra contemporanea, un uomo prigioniero delle proprie convenzioni si trova di fronte a un bivio che potrebbe cambiare tutto. Un topo, una chiave e una bomba sono gli ingredienti di un racconto che esplora la libertà e il destino, con un ritmo serrato e una costruzione narrativa precisa e incisiva.

In Hitodama, ci troviamo invece nel Giappone feudale, dove un cacciatore di cristiani e il fantasma di un guerriero si confrontano in una storia di onore, vendetta e redenzione. L’atmosfera è quasi onirica, e la scrittura restituisce perfettamente il senso di mistero e fatalità che avvolge i protagonisti.

La madre patria chiama ci porta in un parco di Volgograd, dove il confronto tra due amici si trasforma in una partita a scacchi metaforica sulla vita, l’amore e le scelte che segnano un’esistenza. L’ombra della grande storia pesa sui personaggi, e il Mocambo, anche qui, diventa il luogo in cui tutto si compie.

Con Book Crossing, la narrazione assume toni più cupi e inquietanti. Una barista scopre la data della propria morte scritta su un libro dalle pagine bianche e cerca disperatamente di sfuggire a un destino che sembra già scritto. Il tema del tempo, centrale in tutta la raccolta, qui si manifesta nella sua forma più spietata: l’inevitabilità del fato.

L’elemento fantascientifico emerge con forza in Blossom 32, ambientato su un piccolo asteroide dove due astronaute si trovano a dialogare con un’aragosta parlante. Il racconto è ironico, surreale, e gioca con le convenzioni della narrazione di genere, lasciando spazio a una riflessione sottile sulla natura umana.

Braccialunghe si avvicina invece ai toni del gotico. Una ragazza dallo sguardo inquietante convince un sacerdote a investigare su un locale oscuro e su un orrore nascosto tra i vicoli di Alassio. La tensione è palpabile, e il Mocambo, qui, assume un’aura più minacciosa, diventando il punto di incontro tra il sacro e il profano.

In L’ultimo sogno, la scienza e la psiche si fondono nella confessione di uno scienziato capace di manipolare i sogni e, con essi, la vita di ogni persona sulla Terra. Un esperimento sfuggito di mano, un delirio di onnipotenza e un desiderio di redenzione si intrecciano in un racconto che esplora le profondità della mente umana.

Infine, La porta gialla chiude il cerchio, riportandoci al Mocambo ai confini dell’universo. È l’ultimo giorno di lavoro per la barista del locale, ma prima di andarsene dovrà accogliere un ospite speciale: un uomo con un cappello e una storia ancora da raccontare. Qui il libro trova la sua perfetta conclusione, in un’atmosfera sospesa tra realtà e mito.

La scrittura di Bellotti è un punto di forza dell’opera. Soprattutto nelle descrizioni ambientali, l’autore dimostra una sensibilità visiva quasi cinematografica, dipingendo scenari vibranti che trasportano immediatamente il lettore nei vari mondi del Mocambo. L’ambientazione è spesso uno dei personaggi principali: la pioggia di Londra diventa una danza ipnotica, le strade di Nuova Addis Abeba si distendono come un mosaico di cemento e disperazione, il silenzio dello spazio profondo avvolge i protagonisti di Blossom 32 in un abbraccio alienante. Ogni racconto ha il proprio respiro, il proprio battito, e questo è uno degli aspetti che rendono la lettura tanto coinvolgente. Oltre all’atmosfera e allo stile, Mocambo brilla anche per i suoi protagonisti: uomini e donne in fuga, spesso da se stessi.

Mocambo ha una natura caleidoscopica: è una raccolta che si legge come un viaggio, un percorso attraverso epoche, emozioni e mondi diversi. La scrittura è evocativa, capace di dare vita a scenari suggestivi e a personaggi che restano impressi nella memoria. C’è la malinconia di amori perduti, il brivido della fuga, la vertigine del tempo che sfugge. È una lettura che sa intrattenere e far riflettere, capace di mescolare generi e suggestioni con maestria.

Per chi ama i racconti con un tocco di fantascienza e surrealismo, per chi cerca storie che parlano di umanità nel senso più profondo, Mocambo è una sosta obbligata. Il libro è un invito ad attraversare la porta gialla e a lasciarsi trasportare in un universo dove tutto è possibile. Apritela, senza paura: dall’altra parte c’è una storia che aspetta di essere vissuta.

Mocambo. Nicola Bellotti – AMAZON

Mocambo. Nicola Bellotti – BARNES and NOBLE

Mocambo. Nicola Bellotti – LULU

 

Blacklemon: 25 anni di successi e record di fatturato. Tra il 7% delle agenzie italiane a superare il milione

Blacklemon compie 25 anni e si conferma la prima agenzia di comunicazione del territorio in cui opera. Un quarto di secolo di creatività, strategie vincenti e cambiamenti rivoluzionari nel mondo della comunicazione. E lo fa con un risultato straordinario: nel 2024 ha superato il milione di euro di fatturato, con un volume d’affari che ha raggiunto 1.300.000 euro. Numeri che parlano di una crescita costante (+23% nell’ultimo anno, +32% nel 2023) e di una solidità che la colloca tra le realtà di riferimento a livello nazionale nel settore della comunicazione strategica (solo il 7% delle agenzie raggiunge il milione di euro di fatturato).

Nata nel 1999, quando il web era ancora una terra inesplorata per molte aziende, Blacklemon ha sempre giocato d’anticipo: ha portato le imprese online prima che il digitale diventasse una necessità, ha rivoluzionato la gestione dei social media quando ancora si pensava fossero solo un passatempo e oggi integra l’intelligenza artificiale nei processi creativi e strategici, trasformando le sfide di mercato in opportunità concrete.

In questi 25 anni, ha collaborato con oltre 700 clienti – dalle multinazionali alle PMI, dalle istituzioni al mondo politico – mettendo sempre al centro professionalità, riservatezza e risultati concreti. Il segreto? Un team affiatato di professionisti specializzati: consulenti, art director, copywriter, programmatori, giornalisti, fotografi e videomaker, affiancati da una rete di collaboratori selezionati. Una squadra agile, ma fortissima, capace di adattarsi e innovare senza mai perdere di vista l’obiettivo finale: creare strategie che funzionano davvero.

E il futuro? Blacklemon continua a guardare avanti, investendo in nuove tecnologie e soluzioni su misura per un mercato in costante evoluzione. Con la stessa visione pionieristica che l’ha portata fin qui, l’agenzia si prepara a nuove sfide e nuovi traguardi, con un obiettivo chiaro: continuare a crescere, innovare e sorprendere. Sempre.

Venerdì Piacentini, si balla al Fluo Party. Un programma ricchissimo con musica, spettacoli e pattinaggio

I Venerdì Piacentini di Blacklemon stanno riscuotendo un successo senza precedenti, confermandosi come l’evento più atteso dell’estate emiliana. Con un numero record di turisti nelle serate precedenti, Piacenza si è trasformata in un vivace crocevia di culture, suoni e sapori, attirando visitatori da tutta Italia e dall’estero.

L’edizione di quest’anno si distingue per la straordinaria varietà e capillarità degli spettacoli, che spaziano dalla musica dal vivo allo sport, dalle arti circensi alla gastronomia, con tutti i musei della città aperti per l’occasione. La ricchezza del programma non lascia indifferenti e offre momenti indimenticabili per tutte le età e gusti, rendendo ogni venerdì sera un’esperienza unica.

Nicola Bellotti, ideatore del festival e fondatore di Blacklemon, l’agenzia di comunicazione di Piacenza titolare del format e del marchio dei Venerdì Piacentini, ha espresso grande soddisfazione per i numeri record di questa edizione. “Siamo davvero molto soddisfatti per i numeri di questa edizione,” ha dichiarato Bellotti. “E’ importante ricordare che questa iniziativa è per prima cosa un’operazione di marketing territoriale e che i nostri sforzi sono orientati a far ricadere un importante indotto economico, pari a circa 10 milioni di euro, sul commercio in centro storico. Ma è davvero motivo di soddisfazione vedere che più di metà dei visitatori arriva da Brescia, Milano, Bergamo, Alessandria, Pavia, Cremona, Lodi.”

La presenza di numerosi visitatori stranieri, affascinati dalle meraviglie di Piacenza, sottolinea ulteriormente il successo del festival. “Entrando nei musei e nelle chiese, in particolare, ci si accorge subito che ci sono moltissimi visitatori stranieri che ammirano a bocca aperta le meraviglie della nostra città. Questa è la magia dei Venerdì Piacentini,” ha aggiunto Bellotti. Il momento clou del festival è atteso per venerdì 12 luglio, con una quarta serata che promette di essere particolarmente emozionante e ricca di eventi. Il programma della serata è pensato per soddisfare tutti i gusti e le età, offrendo una varietà di spettacoli e intrattenimenti che non mancheranno di sorprendere e deliziare il pubblico. In definitiva, i Venerdì Piacentini non sono solo un appuntamento culturale di rilievo, ma un vero e proprio motore economico e sociale per la città, capace di attirare e incantare migliaia di visitatori. Un evento che celebra Piacenza, la sua cultura e il suo spirito accogliente, rendendo ogni venerdì d’estate un’occasione imperdibile.

Ed ecco l’attesissimo Programma della Quarta Serata: Venerdì 12 Luglio 2024

  • Gran Galà del Pattinaggio Artistico a Rotelle: appuntamento fisso del festival da 12 edizioni, torna questo evento spettacolare ideato e condotto da Elisabetta Rapetti che inizierà alle 21:00 in Piazza Cavalli. Un appuntamento imperdibile per gli amanti dello sport e della bellezza artistica.
  • Fluo Party: il divertimento illumina la notte. Musica dance contemporanea con pitture fluo che si illuminano al buio, UV body painting e tatuaggi luminosi. Per illuminare la notte l’ideale è indossare un abito bianco, accessori fluo o abbigliamento che reagisca alle lampade UV. L’appuntamento è alle 22:00 in Piazzetta Plebiscito, con la crew di Le Moire.
  • Young Guns in concerto: Alle 22:00, Piazza Duomo ospiterà i Young Guns, una band dal vivo che promette di infiammare il pubblico con il loro repertorio coinvolgente e gli ospiti speciali della Milestone School of Music.
  • Benedetta Scandale Duo: Un’esibizione di musica dal vivo ai Giardini Merluzzo alle 21:30, perfetta per chi cerca un’atmosfera più intima e rilassata.
  • The Curly Project: Musica dal vivo in Via Calzolai alle 21:00. La band offrirà una serata di intrattenimento di alta qualità per tutti gli appassionati.
  • Mariaci La Plaza: Una cena messicana sotto le stelle con musica dal vivo, a partire dalle 21:00 in Via Mazzini, presso El Tropico Latino.
  • Judo al Dolmen: Una manifestazione sportiva con dimostrazioni di arti marziali alle 21:00 in Corso Vittorio Emanuele II, per gli appassionati di sport da combattimento.
  • Wild Angel: Un’esibizione di danza country western alle 21:00 in Corso Vittorio Emanuele II, presso Enoteca Picchioni.
  • Pollice di Fuoco: Un DJ set alle 21:00 in Via Calzolai che promette di far ballare tutti con una selezione musicale energica.
  • DJ Cave: Un’altra serata di DJ set a partire dalle 21:00 in Via Cittadella, dal Bacaro Piacentino.
  • DJ Paiz: Pre-serata dei Venerdì alle 19:30 presso la Galleria della Borsa, Libesito, per iniziare la serata con i giusti ritmi.
  • Elio Wav: DJ set commerciale alle 21:00 in Corso Vittorio Emanuele II, alla Chiacchiera.
  • Sushi&Vibes: DJ set anni ’90, buffet servito e drink list dedicata al Aiglon Club, Corso Vittorio Emanuele II.
  • Luca Munari: Un’esposizione artistica che sarà visibile lungo la giornata, offrendo un’occasione unica per ammirare opere d’arte originali.
  • Van Art: Un’esposizione virtuale con Oculus VR sotto i portici del Palazzo Gotico, per un’esperienza immersiva nell’arte digitale.
  • Il Guercino: Salita alla Cupola affrescata dal Guercino con affaccio notturno dalla Cattedrale. Orari: 21:00, 21:30, 22:00 e 22:30.
  • Musei di Palazzo Farnese: Pinacoteca: Apertura straordinaria serale dalle 20:00 alle 23:00 (ultimo ingresso alle 22:00) per una visita culturale notturna.
  • I Piccoli Venerdì: Attrazioni, giochi gonfiabili e un mini parco dei divertimenti per i più piccoli a partire dalle 20:00 in Piazza Duomo, garantendo divertimento per tutta la famiglia.
  • Arte Circense: Spettacoli itineranti di artisti circensi, trampolieri, mangiafuoco, acrobati, danzatrici e giocolieri a partire dalle 21:30 nel centro storico.
  • Paella in Piazza Duomo: Una serata gastronomica spagnola con “La paella de marisco” e carne al BBQ dalle 20:00, presso Taberna Movida.
  • Street Party alla Luppoleria: Carne alla griglia e proposte vegane in Via Pace, con un DJ set a partire dalle 20:00.
  • Lo Strit Füd in Piazza Duomo: Una varietà di proposte gastronomiche a partire dalle 19:30, per un viaggio nei sapori di strada.
  • Labyrinthum Temporis: Fuga da Kronos: Un’esperienza di escape room con enigmi, misteri e codici da decifrare, alle 21:00 in Via Prevostura, presso il Museo Kronos (prenotazione obbligatoria al 331.4606435).
  • Motor Expo: Esposizione con le ultime novità dal mondo delle due e quattro ruote, dalle 19:30 in Largo Battisti e Piazza Cavalli, organizzata da Ponginibbi Group, Autostar, Programma Auto, Tagliaferri, Raschiani e Lazeta.
  • Esposizione di moto: Un museo a cielo aperto dedicato ad Aprilia e realizzato da “Due Tempi Bei Tempi”.
  • Incontro Letterario: Un incontro con autori presso la Libreria Fahrenheit in Via Legnano.
  • Amici di Sissi: Esposizione artistica dalle 19:00 in Via San Siro, per gli amanti dell’arte.

La quarta serata dei Venerdì Piacentini 2024 si preannuncia come un evento indimenticabile, capace di offrire emozioni e divertimento a chiunque decida di partecipare. Che siate appassionati di musica, arte, sport o gastronomia, il programma del 12 luglio ha qualcosa per tutti. Non perdete l’occasione di vivere una serata magica nel cuore di Piacenza e di scoprire tutto ciò che questa straordinaria città ha da offrire. Per ulteriori informazioni e dettagli sul programma, visitate il sito ufficiale www.venerdipiacentini.it.

Piazza piena per Miss Italia e i primi Venerdì Piacentini a Castel San Giovanni

Castel San Giovanni, 14 giugno – La serata di ieri ha segnato un evento storico per Castel San Giovanni, che per la prima volta ha ospitato uno degli eventi più attesi dell’Emilia-Romagna: i Venerdì Piacentini. L’evento, noto per trasformare il centro storico di Piacenza in un vivace palcoscenico di arte, musica e gastronomia, ha trovato una nuova casa nella pittoresca Piazza XX Settembre, attirando una folla entusiasta e numerosa

La tappa di apertura dei Venerdì Piacentini 2024 ha visto la celebrazione di un appuntamento straordinario con le selezioni regionali di Miss Italia, una manifestazione che ha portato con sé la storica assegnazione della fascia di Miss Castel San Giovanni. L’evento, normalmente ospitato nella suggestiva Piazza Cavalli di Piacenza, ha scelto Castel San Giovanni come nuova tappa, trasformando la piazza centrale in un palco glamour e scintillante.

La selezione, magistralmente condotta da Antonio Borrelli, è stata animata dalla partecipazione di 29 ragazze in gara, ciascuna delle quali ha mostrato il proprio talento unico, celebrando la bellezza non solo attraverso l’aspetto fisico ma anche grazie alle loro abilità artistiche, culturali e sportive. Il pubblico, incantato dalle esibizioni, ha applaudito calorosamente ogni performance, rendendo la serata un vero successo. La corona della vincitrice è stata indossata da Ludovica Andreoni, 20 anni, di Parma. A lei è stata assegnata la fascia di “Miss Castel San Giovanni” che le permetterà di accedere alle finali regionali.

Miss Italia castel San Giovanni

La serata è stata arricchita dalla presenza di Valentina Stragliati, neo eletta sindaco di Castel San Giovanni, alla sua prima uscita pubblica. La sua partecipazione all’evento ha sottolineato l’importanza del marketing territoriale e del coinvolgimento degli esercizi commerciali locali, tematiche centrali del suo programma elettorale. Stragliati ha espresso il suo entusiasmo per l’iniziativa, riconoscendo il valore di eventi come i Venerdì Piacentini nel promuovere il territorio e sostenere l’economia locale.

Castel San Giovanni, situato lungo l’antica via consolare Postumia, si è dimostrato un’ambientazione perfetta per i Venerdì Piacentini. Il borgo, ricco di storia e cultura, ha offerto ai visitatori l’opportunità di scoprire monumenti di grande valore artistico come la Collegiata di San Giovanni e la chiesa di San Rocco. Le sue architetture in stile Liberty floreale e la storica Villa Braghieri hanno aggiunto un tocco di eleganza alla serata.

I Venerdì Piacentini non sono solo sinonimo di spettacolo, ma anche di cultura e gastronomia. La manifestazione, grazie all’adesione dei commercianti e degli esercenti del centro storico, ha offerto un’esperienza culinaria unica, con specialità tipiche della cucina piacentina che hanno deliziato il palato dei presenti. Piatti tradizionali e ingredienti di alta qualità hanno contribuito a creare un’atmosfera conviviale e festosa lungo tutto il Corso e nelle vie limitrofe.

In conclusione, la serata di ieri a Castel San Giovanni ha segnato un nuovo successo per il format dei Venerdì Piacentini, offrendo uno spettacolo di alta qualità e un’opportunità unica per valorizzare il territorio. Dopo questa apertura memorabile, il festival continuerà a Piacenza a partire dal 21 giugno, concludendosi il 19 luglio nel capoluogo. I Venerdì Piacentini, ideati e prodotti da Blacklemon, si confermano così come uno degli eventi più amati e attesi dell’Emilia-Romagna.

Per ulteriori informazioni: www.venerdipiacentini.it

 

In attesa del buio. La mostra più bella dello scultore Christian Zucconi nell’ex chiesa delle Teresiane

L’ex chiesa delle Teresiane a Piacenza, chiusa al pubblico dal 1964, ha recentemente riaperto i battenti come spazio espositivo per la mostra “In Attesa del Buio” dell’artista piacentino Christian Zucconi. Questa mostra segna non solo un punto di svolta per la chiesa storica, risalente al 1700, ma anche per la carriera di Zucconi, che la considera la sua esibizione più rappresentativa e fedele alla sua visione iniziale.

Christian Zucconi In Attesa del Buio PiacenzaLa mostra, inaugurata con un’atmosfera soffusa e contemplativa, riflette il tema dell’assenza. Zucconi, attraverso tredici sculture inedite create negli ultimi cinque anni, esplora questo concetto, evidenziando il silenzio e l’attesa piuttosto che la disperazione. Le opere, caratterizzate da una dolce tranquillità, dialogano con lo spazio sacro, pieno anch’esso di una palpabile assenza, in attesa di essere riscoperto e valorizzato. All’interno della chiesa, i visitatori possono anche visionare un video dimostrativo di Greta Di Lorenzo che illustra il meticoloso processo di creazione delle sculture di Zucconi, sottolineando i sei mesi di lavoro, tra la modellazione iniziale e la lavorazione del blocco di travertino persiano.

Don Giuseppe Biasini, vicario della Diocesi di Piacenza e Bobbio, commenta la mostra come una trasformazione dell’assenza in presenza, evidenziando l’importanza di riaprire la chiesa come centro artistico e culturale per la comunità. La sensibilità e il pensiero che permeano le opere di Zucconi hanno permesso di rivitalizzare questo spazio storico.

Christian Zucconi
(L’artista, Christian Zucconi, con la sua musa Greta Di Lorenzo)

La mostra, che si protrarrà fino al 30 giugno, è un tributo a figure significative nella vita di Zucconi, tra cui Tommasina Zucconi, Alain Toubas, e altri, la cui assenza è sentita come una presenza costante nell’arte e nella vita dell’artista. Manuel Ferrari, curatore della mostra, descrive l’esperienza visiva immersiva offerta agli spettatori, che entrano in un ambiente di penombra progettato per far emergere il tema dell’assenza dopo un’attenta osservazione e adattamento visivo.

La mostra include anche una riproduzione del laboratorio di Zucconi, offrendo una finestra sul processo creativo dell’artista, ricco di fatica e dedizione. “In Attesa del Buio” non è solo una mostra d’arte, ma un evento che testimonia la rinascita culturale di un luogo dimenticato, trasformandolo in un punto di riferimento per la comunità e per il panorama artistico internazionale.

L’esposizione, con il patrocinio del Comune di Piacenza, sarà visitabile dal 6 aprile al 30 giugno, con questi orari: venerdì 15-19; sabato e domenica 9-12/15-19; sabato 15 giugno 20:30-22. Ingresso libero.