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Mutti premia l’impegno degli agricoltori di Emilia e Lombardia

Il Pomodorino d’Oro quest’anno va a Ferrara, secondo posto per un’azienda piacentina

In un momento di crisi del comparto come quello che stiamo vivendo, il premio, istituito nel 1999 e giunto alla sua XIV edizione, rappresenta un simbolo concreto del rapporto stretto e fidelizzato tra Mutti e gli agricoltori riconoscendo la qualità come primo obiettivo di tutte le fasi di vita del pomodoro, dalla coltivazione alla raccolta, fino alla consegna del prodotto finale.

L’ambito Pomodorino d’Oro quest’anno è stato conferito all’azienda agricola Tedaldi Alessandro di Argenta (FE) mentre sul secondo e terzo gradino del podio si sono classificate le aziende agricole Barabaschi Giuliano di Cortemaggiore (PC) e “Tenuta Sciuptina” di Leonelli di Filo (FE).

Il concetto di qualità eccellente che Mutti persegue non riguarda solo la lavorazione dei pomodori ma piuttosto tutta la filiera, dal campo alle tavole dei consumatori, sempre con un occhio di attenzione anche all’ambiente. Per questo, nel corso della stagione agraria 2013, è stata ampliata la sperimentazione di un innovativo servizio di gestione dell’irrigazione coinvolgendo 31 aziende agricole conferenti, dislocate in Emilia Romagna e Lombardia, con l’obiettivo di limitare l’uso di acqua ai soli volumi e periodi necessari.
Grazie al supporto fornito da Mutti, gli agricoltori hanno potuto utilizzare strumenti di monitoraggio dell’umidità del terreno, i sensori, valutando così le esatte esigenze di irrigazione del pomodoro e risparmiando acqua. Confrontando i dati rilevati dalle aziende agricole “guidate da sensori” con quelle “non guidate” si è stimato un risparmio medio di acqua del 14%.

Prosegue inoltre l’impegno di Mutti con WWF sul tema clima e energia. Grazie agli importanti investimenti intrapresi per il miglioramento dei propri standard ambientali e delle misure intraprese per la riduzione delle emissioni di gas serra, quali ad esempio l’aumento dell’efficienza energetica degli impianti produttivi e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, Mutti ha evitato nei primi due anni di programma con WWF l’immissione in atmosfera di 2.857 tonnellate di CO2.

Inaugura la concessionaria Hyundai Ponginibbi a Piacenza.

Stasera alla Veggioletta verrà presentata anche la nuova Hyundai ix35

Porte aperte a tutti dalle 18.30 per un ricco aperitivo a buffet e brindisi finale per l’inaugurazione della nuova sede Ponginibbi dedicata alla casa coreana Hyundai. L’evento, che si terrà in via Vittime Rio di Boffalora 25 (zona Veggioletta), verrà trasmesso in diretta da Radio Sound 95. Ospiti d’eccezione, le campionesse d’Italia della Rebecchi Nordmeccanica volley.

Per l’occasione verrà presentata anche la Nuova Hyundai ix35 il Suv compatto coreano con un’anima europea. Non a caso viene progettato a Rüsselsheim, in Germania, e costruito a Nošovice, nella Repubblica Ceca. Tra i contenuti aggiuntivi del nuovo modello vi sono: fari a Led, riduzione nei consumi e nelle emissioni, motori più efficienti e il cambio automatico anche per la 2 litri diesel 136 cv a trazione integrale.

Ruba l’auto del padre e guida senza patente. Ritrovato ad Amburgo

Si è conclusa la ricerca del giovane 13enne scappato ieri sera di casa dopo una lite

Era sparito ieri sera dalla sua casa di Pederobba, nella provincia di Treviso, dopo una futile lite familiare. Il giovane di 13 anni, appassionato di automobili e motori, era fuggito con l’auto del padre, una Mercedes classe R, ed è stato rintracciato oggi dalla polizia tedesca nei pressi di Amburgo.
Il ragazzo aveva già effettuato delle esercitazioni al volante della vettura, e fortunatamente non ha provocato alcun incidente. La segnalazione fatta dalla Polizia tedesca è arrivata all’Interpol che stava già collaborando con i carabinieri nella ricerca del ragazzo.

Apple. Smentita l’uscita di un iphone low cost per la fine dell’anno

Dopo il lancio dell’iPad mini in cantiere anche un mini iPhone

La notizia è stata smentita dal responsabile marketing di Cupertino, Phil Schiller secondo cui Apple non è interessata al commercio di prodotti low-cost. Cupertino si prepara però a lanciare due nuovi iPhone, il 6 (o 5s) e, novità assoluta, l’iPhone “mini”, dedicato ai mercati emergenti come Cina, America Latina ed Europa orientale dove vi è una forte domanda per un iPhone 3G ad un prezzo più accessibile.
A spingere l’azienda in direzione del mini iPhone è la forte concorrenza del colosso sudcoreano Samsung, che è destinato a raggiungere una fascia più vasta di mercato rispetto ad Apple, grazie all’offerta diversificata di smartphone a varie fasce di prezzo. L’iPhone mini dovrebbe essere venduto intorno ai 250-300 euro.
La strategia del “mini” non è in realtà nuova per Apple, dopo l’iPod ci sono stati l’iPod mini e l’iPod nano, dopo il Mac, il Mac mini e dopo l’iPad, l’iPad mini. Ultimo anello della catena sarebbe proprio l’introduzione di un iPhone mini. Attendiamo curiosi.

Piacenza. Approvato finalmente dal Comune il progetto Eataly

Aprirà il prossimo autunno alla Cavallerizza il nuovo spazio dedicato al cibo, alla ristorazione e alla didattica del mangiare

Il comune ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione di Eataly alla Cavallerizza.
Si tratta di un parco gastronomico didattico che darà lavoro a tanti giovani disoccupati e precari. La realtà affermatasi già a Tokio, New York e Roma, rappresenta un’ottima prospettiva di sviluppo per Piacenza. All’interno della struttura troveranno spazio diversi ristoranti e uno spazio per la vendita delle eccellenze italiane e soprattutto locali, ma non solo, verranno organizzati corsi didattici di educazione alimentare.
L’attesa è molta, ma dovremo aspettare fino al prossimo autunno, indicativamente tra settembre e dicembre, per l’avvio operativo. Il ritardo di quasi un anno rispetto alle previsioni è dovuto, secondo l’a.d. Francesco Farinetti, ai problemi con la ditta costruttrice e all’apertura di Eataly a Roma.
La parte dei lavori sarà realizzata dalla cooperativa piacentina Indacoo.

Perino. Chiuse le indagini sull’incidente del 24 agosto, ma la vittima è ancora in coma

Accusato il conducente dell’auto di lesioni gravissime, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza

Il giovane di 25 anni, Matteo Fossati, investito lo scorso 24 agosto a Perino, è ancora in coma.
Il conducente dell’auto pirata, il 27enne P.G. di Gossolengo, era stato subito rintracciato dai carabinieri di Bobbio e arrestato. Ora le accuse sono di lesioni gravissime, omissione di soccorso e guida in stato di ebbrezza, pare infatti che il tasso alcolico del ragazzo fosse di quasi cinque volte il limite consentito.
Si chiudono dunque le indagini sul grave incidente avvenuto questa estate, ai legali della difesa rimangono venti giorni per richiedere ulteriori accertamenti, al termine di questo periodo l’indagato verrà rinviato a giudizio.

New York. Traghetto si schianta contro il molo, sale il bilancio dei feriti

L’incidente è accaduto mercoledì mattina al Pier 11, il porticciolo di Lower Manhattan

Pare che il traghetto abbia urtato una chiatta da carico nell’accostarsi al Pier 11 di Lower Manhattan. Secondo un primo bilancio della polizia di New York i feriti ammonterebbero a più di 50 e sono due i casi gravi. La rotta di navigazione del traghetto della Seastrake collega Lower Manhattan al New Jersey e ogni giorno è frequentata da centinaia di pendolari.
Il presidente della compagnia, James Barker, ha spiegato che il contraccolpo dovuto all’urto con la chiatta abbia causato il gran numero di feriti, poichè la gran parte dei pendolari erano in piedi già pronti allo sbarco.
L’incidente avvenuto alle 8.45 di mercoledì mattina ha lasciato un grande buco sulla prua del traghetto e tanto spavento agli oltre 300 passeggeri.

iPhone low cost. La nuova ”vision” di Apple per competere in Cina

Materiali economici e pezzi riciclati, la nuova frontiera degli smartphone più famosi al mondo

La notizia arriva da New York, dove secondo indiscrezioni il nuovo smartphone economico potrebbe essere lanciato sul mercato entro la fine del 2013. Ad incidere positivamente sul prezzo finale sarà il passaggio dall’alluminio al policarbonato e, perchè no, all’utilizzo di parti riciclate da altri modelli ormai in pensione.
Un mercato nel quale potrebbe entrare anche Facebook con il misterioso evento organizzato per il prossimo 15 gennaio. L’ipotesi infatti, anche se improbabile, è che possa presentarsi al pubblico con un proprio telefono.
La nuova filosofia seguita da Apple va però a scontrarsi con quella del suo fondatore, Steve Jobs infatti ha sempre dato la priorità ai profitti piuttosto che alla conquista della massa. Come spiegarsi dunque questo cambio di strategia da parte della grande azienda californiana?
Secondo il Wall Street Journal, Apple starebbe cercando di guadagnare quote di mercato più ampie, preoccupata dal calo delle consegne globali di smartphone nell’ultimo trimestre 2012 (in particolare rispetto alla sua principale concorrente, la sudcoreana Samsung). Obiettivo: la conquista del mercato cinese, dove fino ad oggi dominano incontrastati, come in tutti gli altri settori di consumo, le imitazioni.

Aggiornamento notizia:
Apple. Smentita l’uscita di un iphone low cost per la fine dell’anno

Libano. Rapito il giornalista piacentino Gianfranco Salvatori

Subito liberato grazie all’azione diplomatica svolta dal tenente colonnello Giovanni Ramunno

Il giornalista piacentino e collaboratore di Radio Sound Gianfranco Salvatori, già caposervizio della Cronaca di Piacenza e ora a Citynews, si trovava in missione a Shama insieme ad altri tre colleghi: Mario Rebeschini, presidente dell’Associazione italiana fotoreporter, Elisa Murgese, cronista di Radio Popolare e Left e la fotografa Rossella Santosuosso, quando è stato vittima di un rapimento lampo.
Ricordiamo che Salvatori è al seguito degli sminatori del Genio pontieri di Piacenza con i quali ha già partecipato dal 2009 a diverse missioni, dall’Afghanistan al Kosovo e ancora in Libano, che sono state pubblicate in reportage da zone di guerra dall’allora quotidiano piacentino La Cronaca.

Il fatto è accaduto domenica pomeriggio a pochi chilometri dalla base ONU, in un’area controllata prevalentemente dagli hezbollah, dove il gruppo di giornalisti scortato da alcuni soldati italiani, si è trovato di fronte un blocco probabilmente armato di almeno venti persone che con le auto e le minacce hanno impedito loro di proseguire. Sono state subito sequestrate loro le macchine fotografiche e i cellulari, nonchè le attrezzature radio dei soldati.
La situazione fortunatamente si è conclusa in fretta grazie all’azione diplomatica svolta dal tenente colonnello Giovanni Ramunno che è riuscito dopo circa un’ora di parole e grazie anche all’intervento di una pattuglia della Laf, le forze armate libanesi, a far rilasciare il gruppo sequestrato e a far riconsegnare tutta l’attrezzatura.

Secondo il generale Antonio Bettelli, responsabile del settore Ovest della missione e comandante della brigata Friuli con sede a Bologna, questo fatto è “un episodio che offende il popolo libanese oltre ai soldati e ai giornalisti in missione Unifil”.

(foto: Piacenza 24)

Il ”Made in Italy” ridotto in polvere. Adesso tocca al vino DOP

Bloccata la commercializzazione dei kit per la produzione di vino in polvere per i possibili rischi alla salute dei consumatori europei

I sofisticatori le inventano tutte pur di fare affari a danno dei consumatori e dei produttori onesti, ma non sempre gli va bene e i loro tentativi vengono stoppati sul nascere o quasi dalle istituzioni, specie quelle europee che in tema di tutela dei diritti dei consumatori e della salute sembrano sempre pronte a dire la loro. E l’associazione “Sportello dei Diritti“, è sempre pronta a segnalare gli abusi e le misure adottate dalle autorità.
Questa volta è toccata al vino e alla vendita di kit per la realizzazione di vino in polvere prodotti in Svezia e Canada e commercializzati nel Regno Unito, che ha visto la rapida risposta del Commissario europeo all’Agricoltura Dacian Ciolos ad un’interrogazione in merito, anche in relazione ai possibili rischi per la salute dei consumatori europei. Iniziativa che per la rapidità e la sensibilità dimostrata, secondo Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, merita uno speciale plauso.
Tali prodotti venduti anche in rete, promettevano ai consumatori di ottenere in tempi rapidissimi e a costi bassi alcuni tipi rinomati di vini italiani anche Dop e tra questi Valpolicella, Barolo o Chianti. I kit in questione non sono altro che confezioni contenenti polverine, mosto, agenti chimici e trucioli di quercia per dare il giusto “sapore” al prodotto finito.
La Coldiretti è arrivata a stimare che nell’area UE, circolerebbero già oltre 20 milioni di bottiglie realizzate con questo procedimento.
È evidente che tali prodotti non solo creano ingentissimi danni a livello economico e di immagine ai produttori vinicoli del Nostro Paese, ma costituiscono anche un grave pericolo per la salute dei consumatori.
A seguito dell’interrogazione in questione, la Commissione europea durante l’ultima riunione del comitato di gestione dell’OCM unica, ha reso noto di aver informato le delegazioni degli Stati membri che la produzione o la commercializzazione di vini in kit sia in contrasto con le norme di etichettatura per il settore vitivinicolo stabilite dalle normative europee.
Peraltro, l’istituzione europea ha invitato gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie ad impedire la commercializzazione dei kit in questione e a tutelare la salute dei consumatori. In particolare, sono state contattate le autorità italiane e britanniche affinché si adoperino per proibire immediatamente la commercializzazione di tali prodotti e mettano in pratica tutti i provvedimenti necessari a prevenire qualsiasi utilizzo illecito dei marchi Dop e Igp.