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Venerdì 10 marzo in biblioteca: presentazione libro “Sassofoni e pistole” di Franco Bergoglio

Venerdì 10 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca comunale Passerini Landi di Piacenza verrà presentata una vera chicca letteraria, il romanzo di Franco Bergoglio dal titolo “Sassofoni e pistole”, edito da Arcana Edizioni. Un libro divertente, consigliatissimo, che indaga le relazioni – da lui definite “pericolose” – tra il Jazz e il romanzo poliziesco. Jazz e letteratura hanno fra loro strettissimi legami, le prove sono raccolte in una sterminata bibliografia che dimostra come lo stereotipo legato alla musica afro-americana non abbia mietuto vittime solo oltreoceano, ma anche fra numerosissimi scrittori italiani, francesi, scandinavi, inglesi e via dicendo. Un viaggio insolito e curioso che comprende insieme Umberto Eco e Chester Himes, Andrea Camilleri e Theodor Adorno, James Ellroy e tanti gialli Mondadori.

Venerdì 10 marzo al Melville l’Italian Standard Trio con le Stagnotte

Insieme al trio reciteranno Sara Marenghi e Cristina Spelta, della compagnia “Le Stagnotte”.

Secondo appuntamento settimanale sotto l’insegna di “Piacenza Suona Jazz!”, la rassegna itinerante che porta la buona musica per sette concerti in sette diversi circoli e locali della città e provincia di Piacenza. Venerdì 10 marzo alle ore 21.30 è la volta del Melville, il caffè letterario di San Nicolò (PC), dove suonerà l’Italian Standar Trio, composto da Marco Zara al pianoforte, Alex Carreri al contrabbasso e Luca Mezzadri alla batteria.

La rassegna è organizzata dall’associazione Piacenza Jazz Club insieme ai gestori dei locali coinvolti, con il fondamentale sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano, del Comune e Provincia di Piacenza e della Regione Emilia-Romagna. Si ricorda che l’ingresso a questo concerto, così come a tutti quelli delle iniziative dell’Altro Festival, è gratuito.

Il trio gode di grande affiatamento e vanta un repertorio vario e decisamente fruibile anche ad un pubblico poco avvezzo alla frequentazione jazzistica. L’elemento dominante nell’attuale repertorio del trio è la musica leggera, soprattutto quella italiana. L’ensemble infatti già da qualche anno sta lavorando su brani inusuali per la musica jazz, anche grazie alla fantasia e alla padronanza armonica del pianista Mario Zara, il quale ha rivisitato celebri canzoni cantautorali, come “La storia di Marinella”, “Vincenzina e la fabbrica”, “Ogni volta”, “Una lunga storia d’amore”, accanto a classicissimi come l’Inno di Mameli, “Oh! Bella ciao” e molti altri. Stupende melodie sono rivestite e trasformate in suggestive ballate jazz o vestite di ritmi latin o funk. Al Melville verranno presentati in maniera speciale, con l’ausilio dei testi, recitati da Sara Marenghi e Cristina Spelta.

Domenica 5 marzo dalle ore 17 aperitivo swing al Centro Gotico

Domenica 5 marzo alle 17 presso il Centro Commerciale Gotico ci sarà il primo appuntamento musicale “Il Jazz al Centro”. Sul palco la band “A Walk to Dixneyland” che proporrà un viaggio nella musica jazz attraverso le suggestioni delle più celebri melodie Disneyane. Organizzato in collaborazione con il Jazz Fest Piacenza come evento collaterale alla manifestazione, “Jazz al Centro” è un appuntamento ormai consolidato e di successo che va a impreziosire la folta schiera degli eventi collaterali del cartellone. Saranno quattro gli appuntamenti che si susseguiranno nelle domeniche di marzo, nella Piazzetta del Gusto, all’interno della galleria del centro commerciale, dove ci saranno spettacoli jazzistici di grande fruibilità e piacevolezza. L’obiettivo dichiarato di “Jazz al Centro” è quello di restituire questa musica alla gente, avvicinando chiunque a un tipo di repertorio solitamente riservato ad appassionati e addetti ai lavori. Durante il concerto il Centro commerciale offrirà un “aperitivo swing” a tutti i presenti, un calice di Ortrugo brut delle cantine Valtidone da sorseggiare sempre nella Piazza del Gusto, all’interno della galleria del centro commerciale.

A WALK TO DIXNEYLAND
con Tiger Dixie Band e la regia di Giacomo Anderle
Paolo Trettel (tromba)
Stefano Menato (clarinetto e sax soprano)
Fiorenzo Zeni (sax tenore)
Luigi Grata (trombone)
Renzo De Rossi (pianoforte)
Andrea Boschetti (banjo/ukulele)
Giorgio Beberi (sax basso)
Claudio Ischia (batteria)

A Walk to Dixneyland” è un viaggio nella musica jazz attraverso le suggestioni delle più celebri melodie disneyane, da “Basta un poco di zucchero” a “Lo stretto indispensabile”, da “Gli Aristogatti” a “Il principe Alì”. Un viaggio allegro e scanzonato in compagnia della Tiger Dixie Band, un’intera orchestra che condurrà per mano il pubblico alla scoperta dei vari strumenti, della loro personalità, del ritmo, in un dialogo sempre più fitto e sfrenato, per concludersi in un momento di improvvisazione che coinvolgerà anche il pubblico.

Giovedì 2 marzo una performance multimediale unisce la musica di Danilo Rea e la fotografia di Pino Ninfa

MUSICA E FOTOGRAFIA INSIEME PER RACCONTARE IL MEDITERRANEO E LE SUE MOLTE STORIE

Già in passato il Piacenza Jazz Club ci ha abituato a delle riuscite commistioni tra le arti che si sono fuse per creare nuovi linguaggi ed esperienze di alto livello artistico. Tra le più suggestive l’interazione tra fotografia e musica, rigorosamente dal vivo, garantirà alla performance in programma giovedì 2 marzo alle ore 21:15 alti tassi di intensità e coinvolgimento del pubblico. Si tratta di una grande prima per la città di Piacenza quella de “Il tempo in posa – Storie mediterranee” che andrà in scena con ingresso libero nella cornice già di per sé molto suggestiva della Sala dei Teatini di Piacenza, in via Scalabrini. Sulle note di Danilo Rea, pianista di grande sensibilità e portato per le sperimentazioni, scorreranno le immagini del fotografo Pino Ninfa selezionate per raccontare delle storie che hanno al centro un luogo che appartiene a tutti noi e a molti altri popoli: il Mediterraneo.

Il festival piacentino è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

Un viaggio in una memoria malinconica e pungente, nell’insensatezza di un tempo come il nostro che consuma e distrugge ricordi e territori, storie e identità. I siti archeologici in Libia e Sicilia, le feste religiose, le città Patrimonio dell’Unesco (una su tutte, Matera capitale della Cultura Europea 2019), paesi disabitati da decenni, installazioni industriali dismesse, il mare col suo orizzonte infinito e poi una ricerca storica con immagini di dagherrotipi di fine ‘800 provenienti dalla Sicilia. Una sorta di itinerario circolare diviso in capitoli fornito dalle foto di Pino Ninfa, che la musica di Danilo Rea commenterà, dando vita a uno scambio all’insegna di un connubio fra le varie arti per ricordarci, nell’era di internet, che la memoria va mantenuta, oltre che nei computer, soprattutto dentro di noi.

Fotografia e musica dal vivo si fonderanno in un’esibizione che farà dell’improvvisazione la sua cifra distintiva. L’unica scaletta organizzata sarà quella delle foto di Pino Ninfa, un mago dell’obiettivo che crede nell’arte al servizio dell’impegno sociale. Le fotografie infatti saranno proiettate su un grande schermo una alla volta e suddivise a cicli tematici. Il pianoforte di Danilo Rea in un vero processo di improvvisazione, suonerà commentando ogni foto sulla base dell’ispirazione del momento, con alcuni brani che faranno da stella polare.

Nato a Vicenza quasi per caso, Danilo Rea è romano, ma non d’adozione. È romano perché la sua storia in musica nasce a Roma, tra le pareti di casa sua, dove l’incanto per i vecchi vinili di Modugno è più forte, già da piccolissimo, di qualsiasi divertimento: il vero gioco è suonare il piano, il vero incanto è la musica, il vero sogno è la melodia, il vero abbandono è nell’armonia. E la passione diventa studio al Conservatorio di Santa Cecilia, dove si diploma in pianoforte con il massimo dei voti e dove attualmente insegna nella cattedra di jazz. Danilo Rea è pianista jazz di grande fama e cultura eclettica che fa dell’arte dell’improvvisazione la chiave che apre tutte le porte musicali, ha avuto nel corso della sua carriera moltissime esperienze diverse.

Pino Ninfa sviluppa progetti sul territorio nazionale e internazionale legati allo spettacolo e al reportage: l’interesse per la musica e per il sociale hanno fondato il senso complessivo del suo lavoro fotografico. In particolare da una decina di anni, molti dei suoi progetti hanno come sfondo il territorio africano, nella ricerca e con l’intento di documentare le nazioni africane e della penisola arabica a livello sociale e porre l’attenzione su alcune fasce di popolazione che vivono una situazione di maggior disagio, come i bambini di strada, ai fini del loro recupero e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Negli ultimi anni realizza progetti multimediali con musica e fotografia insieme a importanti musicisti, come Paolo Fresu, Gavino Murgia e Luciano Biondini. E’ presidente dell’associazione PIM (poesia-immagine-musica) che si occupa della diffusione e organizzazione di mostre e seminari di “fotografi musicali”.

Il festival prosegue nei giorni immediatamente successivi con un incontro per gli studenti del Liceo Classico “M. Gioia” la mattina del 3 marzo, la presentazione di un libro di racconti di Aldo Gianolio al Circolo degli “Amici del Po” la sera e l’intensa giornata di sabato 4 marzo, che prevede al mattino una conferenza sulla musica di Billy Strayhorn al Conservatorio “Nicolini” e gli appuntamenti con “Suoni e Gesti d’Arte” e “Ritratti Sonori” presso la Galleria d’Arte moderna “Ricci Oddi” nel secondo pomeriggio e la sera.

Martedì 28 febbraio, Dubliner’s Irish Pub. Herbie’s Spirit omaggio a Herbie Hancock

Il 28 febbraio ci sarà anche il primo degli appuntamenti della rassegna Piacenza Suona Jazz. Al Dubliner’s Irish Pub in via S. Siro a Piacenza alle 21.30 si esibirà il quartetto Herbie’s Spirit che vede Michele Vignali al saxofono, Luca Savazzi al pianoforte, Stefano Carrara al contrabbasso e Paolo Mozzoni alla batteria. Il progetto nasce nel 2013 da un’idea di Paolo Mozzoni ed è un omaggio al grande Herbie Hancock, il pianista afroamericano che più di ogni altro ha attraversato tutti gli stili del Jazz dagli anni ’50 ai tempi nostri. Grazie alle intuizioni del quartetto, le composizioni più celebri di Hancock, come “Cantalupe Island” o “Watermelon Man”, troveranno nuova luce grazie ad arrangiamenti personalizzati del gruppo. Alle più famose saranno affiancate anche composizioni meno note del pianista, come “First Trio Oliloqui Valley” o “Chan’s Song”, dove si libererà tutta la creatività del quartetto, pur restando nelle tipiche sonorità hard bop degli anni Settanta. Paolo Mozzoni è un batterista parmense che vanta una carriera trentennale nel jazz italiano; Michele Vignali è uno dei più apprezzati boppers del nostro Paese. Luca Savazzi è storico pianista e docente parmense, attivo in diverse importanti formazioni jazzistiche, mentre Stefano Carrara è bassista e compositore parmense, autore di alcune colonne sonore, che da alcuni anni si è avvicinato al Jazz.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzfest.it o visitare la pagina Facebook del festival www.facebook.it/piacenzajazzfest. Per contatti si può scrivere alla mail a  biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201

Foto credits: Angelo Bardini

Domenica 26 febbraio Sarah McKenzie Quartet allo spazio Le Rotative

DOMENICA 26 FEBBRAIO 2017 – ore 21.15 (in abbonamento)
SARAH McKENZIE QUARTET
Piacenza – Spazio “Le Rotative”, Via Benedettine n. 66

Sarah McKenzie (pianoforte e voce)
Hugo Lippi (chitarra)
Pierre Boussaguet (contrabbasso)
Marco Valeri (batteria)

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La cantante Sarah McKenzie in quartetto aprirà la quattordicesima edizione del festival
Per la prima volta a Piacenza la nuova stella del jazz considerata l’erede di Diana Krall

Partenza di grande classe per l’edizione 2017 del Piacenza Jazz Fest. Il concerto inaugurale è affidato a un astro nascente del Jazz, conosciuto a livello mondiale. E tanti sono i luoghi del mondo racchiusi nella sua ancora giovane biografia (la ragazza non ha ancora trent’anni). Lei sia chiama Sarah McKenzie, australiana di nascita, studi di pregio e gavetta nei jazz club degli Stati Uniti, da tempo trasferitasi a Parigi, città che torna anche nel titolo del suo ultimo album uscito solo il mese scorso: “Paris in the rain”. Assolutamente imperdibile, dunque, questa prima piacentina resa possibile grazie al Jazz Fest, in programma per domenica 26 febbraio alle ore 21.15 allo Spazio “Le Rotative” di via Benedettine 66 a Piacenza. Il festival piacentino è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio. I biglietti per questo concerto sono acquistabili nei pomeriggi feriali dalle 15.30 alle 19.30 presso la sede del Piacenza Jazz Club, il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso il negozio Alphaville di Piacenza oppure online sul sito www.liveticket.it.

Dopo aver incantato i fan del jazz con il suo album di debutto del 2015 per la Impulse! Records, “We Could Be Lovers”, Sarah McKenzie torna con il sensazionale seguito, “Paris in the Rain”. Come per il precedente album, la cantante, pianista e compositrice di 28 anni, nata a Melbourne, fa squadra con il grande Brian Bacchus, che ha prodotto i classici di star del calibro di Norah Jones, Lizz Wright e Gregory Porter, per consegnarci un programma avvincente di classici jazz e brani inediti. La cantante e autrice si è trasferita a Parigi dopo la laurea al Berklee College of Music di Boston e questo ultimo album fresco di stampa si può considerare la sua lettera d’amore per la “Ville Lumière”. I testi che giocano tra fantasiose alternanze di francese e inglese, così come le musiche e il ritmo serrato e coinvolgente dei brani, si propongono di catturare della capitale francese la sua bellezza, la sua magia, in una parola il suo spirito.

Non c’è solo Parigi in questo suo ultimo lavoro, ma tanto delle esperienze maturate nei lunghi tour in giro per il mondo con altrettanti omaggi a luoghi dalla cantante molto amati come l’Italia (“When in Rome” di Cy Coleman e Carolyn Leigh), il Portogallo (“Triste” di Jobim) e Londra (“Tea for Two” di Irving Caesar) per concludersi con un omaggio al tema del viaggio in sé con “Road Chops”, scritto dalla stessa McKenzie, che evoca la vertigine dell’esplorazione del mondo in libertà.

Quest’ultimo è già il quarto album per la cantante; i primi due acclamati dalla critica, “Don’t Tempt Me” e “Close Your Eyes”, hanno attirato l’attenzione di molte star internazionali in visita a Melbourne. Grazie alla partecipazione a Umbria Jazz, la McKenzie, ha vinto una borsa di studio che le ha consentito di studiare a Boston, dove si è diplomata al Berklee College of Music. Poi sono venuti i numerosi premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, anche se la prima notorietà è arrivata nel 2012 nel suo Paese con la conquista del primo posto nella categoria “Best jazz album” degli Aria Awards (Australian Grammys) con il disco “Close your eyes”. Da quel momento è seguita una serie di partecipazioni a importanti festival e lunghi tour con alcuni grandi del jazz e del pop come Michael Bublé, Chris Botti, John Patitucci e il nostro Enrico Rava. Musicisti che hanno mostrato di apprezzare la sua particolare timbrica e il groove squisitamente jazzy al pianoforte

Influenze e stili che emergeranno nel concerto di domenica sera, dove la musicista si presenterà accompagnata da Hugo Lippi alla chitarra, Pierre Boussaguet al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzfest.it o visitare la pagina Facebook del festival www.facebook.it/piacenzajazzfest. Per contatti si può scrivere alla mail a  biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201

 

Venerdì 24 febbraio, Milestone. Jam Session di inizio festival

Venerdì 24 febbraio sono invitati al Milestone tutti i musicisti che vogliono esprimere il loro amore per il Jazz suonando insieme e improvvisando i migliori standard Jazz e Blues in una Jam session che inizierà alle 21.30 (ingresso libero con tessera Piacenza Jazz Club o ANSPI). Sono i benvenuti anche tutti gli amanti della musica dal vivo che hanno voglia di condividere una serata piacevole e divertente. Si terrà una jam in piena regola, com’è buona usanza di tutti nei Jazz Club di tutto il mondo, programmata per festeggiare la partenza deIla quattordicesima edizione del Piacenza Jazz Fest di lì a un paio di giorni. Domenica 26 febbraio allo Spazio Rotative toccherà alla cantante e pianista Sarah Mc Kenzie in quartetto inaugurare con un concerto che lascerà il segno. Il festival è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, patrocinato dal MiBACT, con il sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano, Comune di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

Quella delle Jam è una tradizione che si tramanda da diverse generazioni di musicisti jazz, molto cara al Milestone, anche in ragione della possibilità per gli studenti della Milestone School of Music di fare esperienza sul palco e davanti a un pubblico, insieme ai loro docenti e a quanti musicisti vogliano prendervi parte alternandosi sul palco. La molla che unisce tutti i performer è anzitutto quella di divertirsi e divertire, sperimentando e improvvisando senza avere nulla di prestabilito. Venerdì sera saranno molti i musicisti che si alterneranno sul palco del Milestone per contribuire alla festa con il loro strumento, tra i quali alcuni docenti e allievi della Milestone School of Music.
I biglietti e gli abbonamenti per i concerti del Jazz Fest si possono acquistare nei pomeriggi feriali presso la sede del Piacenza Jazz Club, il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30 presso il negozio Alphaville di Piacenza oppure online sul sito www.liveticket.it. Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito www.piacenzajazzfest.it, visitare la pagina Facebook del festival www.facebook.it/piacenzajazzfest oppure scaricare la app disponibile gratuitamente per iOS e Android. Per contatti si può scrivere alla mail a biglietti@piacenzajazzclub.it oppure telefonare allo 0523.579034 – 366.5373201.

Foto credits: Angelo Bardini

Sabato 11 e 18 febbraio torna il gazebo suonante del Piacenza Jazz Fest

Sarà la Magicaboola Brass Band a esibirsi per le vie del centro di Piacenza sabato 11 e 18 febbraio dalle 15.30 alle 19.00.

Tutti i nomi dei circa centottanta artisti in cartellone, i costi dei biglietti e degli abbonamenti, la possibilità di acquistare in prevendita o in abbonamento, il sostanzioso magazine, vera guida evento per evento, la mappa dei cinquanta appuntamenti che animeranno la città nei quaranta giorni di festival. Tutto questo e molto altro sarà possibile fare e chiedere nei pomeriggi dell’11 e del 18 febbraio dalle 15.30 alle 19.00 presso il “gazebo suonante” allestito dal Piacenza Jazz Club, anima organizzatrice della manifestazione, nel cuore della città di Piacenza, Piazza Cavalli, in prossimità del prossimo Piacenza Jazz Fest, che prenderà il via il prossimo 26 febbraio. Sabato 11 febbraio dalle 17:30, in occasione del primo dei due appuntamenti, le vie e le piazze del centro storico piacentino, da piazza Cavalli a via XX Settembre, piazza Duomo ritornando per Corso Vittorio Emanuele, saranno animate e movimentate dalla sfilata di una marching band molto trascinante, la Magicaboola Brass Band, che ripropone in chiave moderna un rito in voga fin dall’inizio del secolo scorso, nato nella culla del jazz, la swingante New Orleans.
Proseguendo la lunga tradizione delle marching band di inizio Novecento, la MagicaBoola Brass Band assume tutte le caratteristiche di una moderna street band con una formazione composta da fiati e ritmica: trombe, trombone, saxofoni, sousafono, cassa, rullante, percussioni.
L’intento è quello di proseguire il percorso stilistico avviato fin dalle prime formazioni di New Orleans, proponendo contaminazioni di Jazz, Blues, Etnica, Hip Hop, Funk, e della canzone popolare in ogni sua forma. Per questo le composizioni originali si affiancano alle rivisitazioni di famosi brani. All’esecuzione musicale si accompagnano coreografie e sketch che danno vita a un mix unico e travolgente, perché ciò a cui maggiormente punta la Magicaboola è al coinvolgimento del pubblico, che viene sempre trainato e guidato dall’energia dei suoi componenti.
La band è composta da Alessandro Ricucci e Renzo Cristiano Telloli al sax contralto, Francesco Felici al sax tenore, Michele Santinelli e Pietro Petri al sax baritono, Andrea Lagi, Fabrizio Dell’Omodarme, Tommaso Iacoviello, Luca Lencioni e Luca Carducci alla tromba, Riccardo Tonello al trombone, Leonardo Ricci al sousaphone, Riccardo Focacci, Francesco Dell’Omo, Giuseppe Sardina, Francesco Giomi, Gian Marco Carlini alle percussioni.

Il festival jazz piacentino che verrà inaugurato il 26 febbraio alle ore 21:15 allo Spazio “Le Rotative” dal concerto della cantante Sarah McKenzie insieme a un trio di eccellenti musicisti, è organizzato dall’associazione culturale Piacenza Jazz Club, con il sostegno fondamentale della Fondazione di Piacenza e Vigevano, patrocinata dal MiBACT, dal Comune e la Provincia di Piacenza, Comune di Fiorenzuola, Regione Emilia-Romagna e con il contributo di alcune realtà istituzionali e imprenditoriali del territorio.

Dal 10 febbraio al 14 aprile al Centro Gotico tornano i “Knitting Meeting”

Dal 10 febbraio al 14 aprile al Centro Gotico tornano i “Knitting Meeting”, i corsi di maglia, uncinetto, ricamo, forcella e altre attività. Dieci incontri realizzati in collaborazione con l’Associazione “Le Mani delle Donne”. I corsi si terranno nella Piazzetta del Gusto tutti i venerdì dalle 16 alle 18. I fondi raccolti dai corsi saranno devoluti all’Associazione “Casa della Carità di Piacenza”.

C’è qualcosa di alchemico in una serie di nodi e intrecci che diventano un maglione. Una magia in un filo di lana che si trasforma in un paio di guanti. Un’arte misteriosa in due “bastoncini di ferro” che creano calze, maglioni, coperte, cuffie e tutto quello che la fantasia riesce a immaginare. Dopo il grande successo della prima edizione (autunno 2016) l’associazione “Le mani delle donne” e il Centro Commerciale Gotico organizzano, di nuovo, una serie d’incontri per imparare l’antica arte del lavorare a maglia, uncinetto, ricamo, forcella e tanto altro. Un Knitting Meetting in piena regola, articolato in 10 lezioni per imparare quelli che un tempo si definivano “lavori femminili”.
“Knitting” è un termine inglese che tradotto significa sferruzzare, in altre parole lavorare ai ferri ed è anche il nome di questa moda che si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo. Piacenza non è da meno. Nata nel 1994, l’associazione “Le mani delle donne” in questi anni ha tenuto viva l’arte che le nostre nonne conoscevano bene e che tra i giovani e giovanissimi sta tornando a essere amata. L’associazione piacentina ha vestito i colonnotti di piazza Cavalli e decorato i lampioni e le ruote delle biciclette con colorate creazioni in lana. Le donne dell’associazione hanno intrecciato i colori della pace per la bandiera esposta dalle finestre del Comune nel 2014, cucito le Pigotte dell’Unicef e creato un Giglio Farnesiano esposto a Palazzo Farnese. I loro attacchi urbani sono i più colorati del mondo.

L’iscrizione per partecipare agli incontri dovrà essere fatta all’Ufficio Direzione.

I posti sono limitati. Il costo è di €10 (per tutti gli incontri).

Per maggiori informazioni telefonare al numero 0523 606851; da lunedì a sabato, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Coffee Break per i partecipanti, dalle ore 17, offerto dal Centro Gotico.

Sabato 11 febbraio ore 21:00 l’inedito di William Shakespeare

“L’inedito di William Shakespeare”
Compagnia Quinta di Copertina
di e con Giorgio Rosa, Daniele Mazzacurati, Claudia Gafà, Fabio Magnani

Teatro Trieste Trentaquattro, Piacenza. Inizio ore 21:00.

E se trovassimo l’ultimo racconto mai pubblicato del drammaturgo più famoso d’Inghilterra, quale sarebbe la trama? Una tragedia, un dramma storico o una romanza… Per scoprirlo solo pochi spunti dal pubblico e la storia completamente improvvisata portata in scena per la prima e ultima volta dalla compagnia Quinta di copertina.

Spettacolo di improvvisazione teatrale libramente ispirato alle atmosfere Shakespeariane.

Prenota il tuo posto a info@traattori.it
Info: 3286537688

Biglietto d’ingresso: € 10
Inizio spettacolo: ore 21:00
@Teatro Trieste Trentaquattro

 

Ma c’è di più!
Sabato 11 e domenica 12, Giorgio Rosa terrà anche il workshop “Simple Drama” a Piacenza, al Teatro Trieste 34. Orari 10-17 per entrambi i giorni.

IL WORKSHOP:
Piccole strutture drammaturgiche utili per completare una trama più complessa, o strutture da sviluppare per diventare esse stesse trama.
Eroe per caso – Il fantasma – Il segreto – Tutto quello che non volevo dirti – Le intenioni del silenzio – Gli effetti degli altri su di me – La 25^ ora.

L’INSEGNANTE:
Giorgio Rosa deve la sua formazione teatrale a Sabrina Milani, Francesco Franchini, Francesca Guercio, Stefano De Luca, Massimiliano Farau.
Dal 2003 inizia il suo percorso nell’improvvisazione teatrale. Ha aperto le scuole Improteatro di Latina, di Napoli (di cui è attualmente direttore artistico e didattico) con QFC Teatro. Ideatore e Direttore Artistico dell’Improteatro Festival di Napoli.