PIACENZA – Al drammatico bilancio di ieri si aggiungono, se i dati saranno confermati, altri 26 morti per un totale che supera nel solo territorio di Piacenza i 250 decessi. Un dato che fa impressione se pensiamo che in tutta la Germania si registrano 44 decessi e nel Regno unito 144. Le vittime del coronavirus nel mondo sono più di 10.000 e i numeri del contagio continuano a salire, in attesa di una cura efficace e di un vaccino.
“Le nostre decisioni vengono sempre prese sentiti gli esperti, gli scienziati e i ricercatori”, ha ricordato il Sindaco patrizia Barbieri. “Un grande contributo alla riflessione è venuto, oggi, anche dal confronto con il Presidente dell’Ordine dei medici, il Dott. Augusto Pagani, che insieme a tutti i suoi colleghi è in prima linea nella battaglia contro il virus. L’esperienza sul campo dei sanitari e degli operatori risulta fondamentale nell’individuare le nuove soluzioni che via via l’emergenza impone.
Ognuno deve fare la propria parte: bisogna restare a casa, se non strettamente necessario. Ringrazio tutti per il sacrificio che state facendo, anche chi sta lavorando per tenere attivi i servizi essenziali. So che è dura. So che avete paura. Dovremo resistere ancora per un tempo che non potrà essere breve, ma quello che stiamo facendo è indispensabile per la nostra salute. E’ indispensabile per la vita”.
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Nonostante decreti, ordinanze, appelli, messaggi sui social, articoli sulle testate giornalistiche, servizi in radio e TV, auto della Protezione Civile che passano con i megafoni a ricordare che stiamo vivendo un’emergenza sanitaria e che dobbiamo restare chiusi in casa, qualcuno continua a comportarsi in modo irresponsabile, senza alcun rispetto per gli oltre 200 morti a Piacenza. Siamo in una situazione in cui uno dei problemi è trovare i camion frigoriferi per conservare i corpi delle vittime del coronavirus che non si sa più dove mettere. Eppure i Carabinieri ieri hanno interrotto una festa nei giardini di Podenzano, dove un gruppetto di giovani stava bevendo in allegria. Per non parlare della partitella a pallone a Rottofreno interrotta dalle forze dell’ordine o dagli avventori del ristorante chiuso seduti a chiacchierare nel dehors come niente fosse.